Un’amicizia: passato e presente di un rapporto pieno di differenze

Silvia Avallone studia il nesso tra immagine e parole durante un ventennio

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Le amicizie nascono in particolar modo grazie ad affinità che vivono di grandi pulsioni. Le amicizie possono conoscere altresì momenti di profonda sofferenza, nel momento in cui emergono differenze. Ci sono amicizie indissolubili nonostante il peso del tempo e amicizie impolverate che neanche si sa perché siano finite all’improvviso. Su quest’ambito la scrittrice Silvia Avallone decide di studiare questo rapporto, l’amicizia, guardando soprattutto alle affinità e alle differenze che possono scalfire o rafforzare due persone. Un’amicizia (Rizzoli, 464 pp., 19 euro) è una lucida storia su quanto incida l’incontro travagliato tra parole e immagine.

Le protagoniste sono Elisa e Beatrice; due amiche che si sono conosciute al tempo del ginnasio, quindi con tutto ciò che ne consegue a livello di incertezze e sana incoscienza in quel momento di adolescenza. L’incontro casuale, l’invito ad un centro commerciale, la condivisione delle proprie gioie e debolezze. Sono passati circa vent’anni e le vite di queste due, oramai, donne presenta destini diversi: Beatrice è un’influencer di successo, di quelle che segui in qualsiasi gesta, oggetto di critiche feroci, la persona che diventa modello ideale per qualsiasi capo indossato o posto visitato. Elisa dall’altra parte è rimasta con una timidezza di fondo, trova una via per far emergere totalmente la sua personalità: scrivere. Ma non scrivere semplicemente una storia romanzata ma indagare su quell’amicizia con Beatrice, quella osannata e odiata. Per Elisa rappresenta un modo per fare pace con un passato di nebbie e nostalgie. Quella giovinezza in cui Elisa era la figura meno appariscente, desiderosa della protezione dell’ombra mentre Beatrice cercava un piedistallo dalla quale emergere per essere qualcosa in più.

Silvia Avallone, partendo dall’amicizia, analizza questi vent’anni circa trascorsi: dal 2000 fino a ridosso degli anni venti del secondo millennio, come siamo cambiati e cosa sta cambiando. Qual è il rapporto con l’immagine? Da dove nasce l’esigenza di attenerci al canone del web, quello che per Elisa è il male assoluto mentre per Beatrice rappresenta il paradiso delle mille risposte. Per capire quanto davvero distano due forze sovrumane come la parola e l’immagine, se noi individui possiamo esserne padroni o ne siamo inconsapevolmente delle semplici vittime. Quel desiderio di Elisa di cercare una verità, per trovarla laddove un selfie diviene più gratificante di un ciclone di parole oppure poche parole distruggono una certa esuberanza di un’immagine. Una battaglia senza esclusione di colpi, una battaglia che viviamo tutti i giorni ma probabilmente ormai non ci facciamo caso più di tanto.

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