Le Associazioni monrealesi ai tempi della pandemia – Il Quartiere fondato da Sarina Ingrassia

“I più fragili e i più marginali sono anche i più colpiti da questo difficile momento che stiamo vivendo”

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MONREALEFondata più di quarant’anni fa da Sarina Ingrassia, l’Associazione Il Quartiere è una storica realtà di volontariato che opera nella zona della Bavera di Monreale. Come per tutte le organizzazioni che lavorano nel campo del sociale, la pandemia ha destabilizzato il lavoro quotidiano del Quartiere, impedendo di svolgere alcune delle sue normali attività e richiedendo nuovi modi di approcciarsi al volontariato. Ce lo racconta Gina Campanella, Presidente dell’associazione.

Doposcuola, ludoteca, laboratori teatrali e di pittura, escursioni in natura, pranzi sociali, visite ai musei e ai cineforum

D: Quali sono, in tempi normali, le attività portate avanti dal Quartiere?

R: Un’attività che Il Quartiere svolge da sempre è quella del doposcuola, rivolto principalmente ai bambini delle scuole elementari e medie. Un lavoro, questo, a cui si accompagna il dialogo costante con le famiglie e gli insegnanti. In parallelo abbiamo sempre programmato attività ludiche altrettanto formative: dalla semplice ludoteca ai laboratori teatrali e di pittura, fino alle escursioni in natura, ai pranzi sociali, alle visite ai musei e ai cineforum. Sono attività grazie alle quali si impara a conoscersi, a riflettere e a stare insieme. Questo lo facciamo grazie al coinvolgimento di tanti volontari. Negli ultimi anni è stato prezioso l’aiuto degli studenti dell’Emanuele Basile e dei giovani del Collettivo Arci Link. Da qualche anno, poi, siamo un punto di distribuzione del Banco Alimentare, servizio che offriamo mensilmente alle famiglie che ne hanno bisogno.

la possibilità di poter stare vicini alla gente del quartiere

D: Cosa è venuto a mancare nel vostro operato a causa del Covid-19?

R: È venuta a mancare la parte principale del nostro lavoro: la possibilità di poter stare vicini alla gente del quartiere. La nostra storica sede, sita in via Baronio Manfredi n.59, è da sempre casa di tutti. Purtroppo, a causa della pandemia, questa casa ha dovuto chiudere le sue porte per un po’. Le sue attività principali, come il doposcuola, non erano più pensabili nelle modalità in cui le abbiamo sempre svolte. È stato molto difficile. Per noi, ma soprattutto per chi, come i piccoli della Bavera, si è ritrovato a non poter più accedere alla “casa di Sarina”. Purtroppo sono stati tanti i bambini che hanno avuto non poche difficoltà a seguire le lezioni online. Durante il periodo del lockdown non abbiamo avuto molti modi per aiutarli. Chiaramente per questi bambini rimanere chiusi in casa è stato molto più difficile che per molti di noi. Così come è stato più difficile per le loro famiglie. Questa pandemia ha colpito principalmente chi era già più debole.

Il Quartiere

La sede, in via Baronio Manfredi n.59, è da sempre casa di tutti

D: Come avete reagito a questa situazione?

R: Appena abbiamo potuto, abbiamo subito provato a riattivarci – nei modi e nelle forme consentite. Durante il lockdown abbiamo proseguito col Banco Alimentare. Ci è sembrato importante mantenere la distribuzione di alimenti in un momento in cui la gente ne aveva veramente bisogno. Non potevamo tirarci indietro. Con l’arrivo dell’estate e l’allentarsi delle restrizioni abbiamo rivisto i nostri bambini e portato avanti con loro attività che si potessero svolgere in piena sicurezza. Per la giornata della legalità abbiamo organizzato una bellissima iniziativa con Nino Carlotta di Orarune (Pioppo), con l’aiuto del quale i bambini hanno dipinto dei pannelli in legno che affiggeremo prossimamente per le strade della Bavera. Oggi stiamo pensando, insieme ad altre associazioni, a dei progetti contro la dispersione scolastica. In occasione della giornata internazionale per la sicurezza in rete – insieme all’aiuto di Tony Governale, membro del Movimento etico digitale – stiamo pensando a un evento online che coinvolga le scuole, per parlare con gli studenti di questa importante tematica.

D: Cosa farete dopo la pandemia?

R: Quando questo periodo avrà fine di certo non finiranno le disparità sociali, che sono il motivo per cui da sempre il Quartiere esiste e opera. I più fragili e i più marginali sono anche i più colpiti da questo difficile momento che stiamo vivendo. Ci sarà ancora bisogno del lavoro che il Quartiere, da ormai quasi mezzo secolo, svolge all’interno della Bavera. Forse più di prima. Quando sarà il momento, spalancheremo nuovamente la porta di via Baronio Manfredi. Porta che Sarina Ingrassia teneva sempre aperta e che noi auspichiamo di riuscire a tenere ancora aperta per lungo tempo.

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