“Addio fantasmi”: Affrontare il proprio passato o scappare

Nadia Terranova autrice di un romanzo nel quale affronta i fantasmi del suo essere isolana

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Affrontare il proprio passato, soprattutto quegli eventi di forte impatto emotivo, è sempre difficile. Si decide tante volte di soprassedere o addirittura scappare. La cinematografia ne è zeppa di soggetti e sceneggiature di questo tipo; altrettanto la narrativa italiana ed in particolare quella a tinte siciliane. Nadia Terranova (scrittrice messinese, ormai da anni romana d’adozione) ha scritto circa due anni fa un bellissimo ritratto sul senso di affrontare i propri conti col passato. Addio Fantasmi (Einaudi Editore, 208 pp., € 17) è riconosciuto come uno dei migliori esempi di narrativa italiana degli ultimi anni. 

Il romanzo ha come protagonista Ida; una donna messinese che vive tra monotonia e inquietante angoscia il suo rapporto con la sua città Roma, un matrimonio un po’ zoppicante e un ponte emotivo che tenta di demolire con la sua isola, la sua città natìa, Messina. Un giorno arriva una chiamata da lì, quel luogo che richiama mille ricordi mescolati ad un dolore lancinante: la madre di Ida chiede alla figlia di tornare per qualche giorno a Messina. La casa natìa ha bisogno di essere ristrutturata in vista di una successiva vendita, la madre necessita dell’aiuto della figlia. C’è quasi un colpo psicologico per Ida. Tornare lì non è nei suoi programmi, relazionarsi con sua madre, le incomprensioni giovanili e soprattutto quel fantasma, il padre. Un padre depresso che un giorno apre la porta e se ne va, senza più sapere nulla del suo destino. D’altronde quella casa trasuda quelle nuvole oscure che tempestano l’animo, quello di donna romana ora ma pur sempre rimasta una ragazzina messinese.

La tematica dell’isolano o isolana, il legame con la Sicilia e ai ricordi familiari è una costante nei lavori e articoli scritti da Nadia Terranova. La ferocia del ricordo è sempre presente nell’umano, volente o nolente. Nel siciliano medio, un po’ di più. In passato personalità prestigiose come Bufalino o Sciascia sono state precursori di questo sentimento di amore e rivalsa verso la propria terra e su ciò che è stato vissuto lì. 

Addio Fantasmi è risolvere un rebus emotivo, prendere i pezzi di un puzzle e osservarli. Osservarli e capire il senso di ogni elemento, di ogni ricordo e delle cose che si muovono o meno nelle proprie emotività. Un tentativo di ricostruirsi, ottenere una pace che abbia ripercussioni sul proprio quotidiano. Si può smettere di essere parte della Sicilia, partire, ricominciare daccapo. Ma non si può tagliare quel cordone ombelicale che ci fa sentire siciliani/isolani, nel continuo paradigma di risolvere e risolverci.

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