Benny pizza: così non possiamo andare avanti, rischiamo il collasso

"Il lavoro è diminuito sostanzialmente, la gente non ha soldi e non spende"

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MONREALE – Continua il nostro viaggio tra le attività ristoratrice monrealesi colpite dalla crisi economica legata al nuovo DPCM. Dopo i servizi su “Bricco e Bacco”, “La Macina”,  “La Locanda del Drago”, è la volta di “Benny Pizza”.

Rischia di chiudere i battenti lo storico locale di Monreale per l’asporto di pizze, polli, rosticceria e atre delizie per il palato. Nonostante l’ultimo dpcm dello scorso 3 novembre consenta l’asporto fino alle ore 22.00 e le consegne a domicilio, gli affari sono in netto calo.

“La gente non ha soldi e di conseguenza non spende, siamo bloccati. Le cose non vanno come ci si aspetterebbe – dichiara Benny, proprietario dell’attività – non vale la pena neanche di lavorare a queste condizioni.”

E nel frattempo anche i lavoratori rischiano di rimanere a casa. “Il lavoro è calato moltissimo, oserei dire più del 50%  e di questo passo siamo a rischio licenziamenti – continua Benny –. Nonostante abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza, la gente ha paura e non chiama più come prima né viene per l’asporto.

Inoltre adesso la maggior parte delle persone, avendo più tempo a disposizione, cucina a casa e non ha bisogno dell’asporto. Quando tutto era aperto, si lavorava, si correva e si aveva bisogno di acquistare la cena da portare a casa. E come se tutto ciò non bastasse ci si aggiunge anche la penuria di denaro: non avendo soldi, ripeto, la gente non spende.”

Le spese però continuano ad esserci e tra affitto, bollette e stipendi le uscite si sommano e superano le entrate. “Ho una perdita di 80.000 euro – conclude Benny – e si fa presto a fare i conti, non so fino a quando potremo continuare. Mi piacerebbe che qualcuno di quelli che decidono dall’alto, venisse qui a vedere come si lavora, a guardare tutti i sacrifici che facciamo per portare avanti l’attività. Ci hanno abbandonato, avremmo bisogno di aiuti reali e consistenti che però, purtroppo, non arrivano. Non so davvero quanto riusciremo a resistere”.

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