La rinascita di Borgo Parrini, tra l’idea di Giuseppe Gaglio e l’arte di Nicolò Giuliano

Maioliche, ceramiche, terrecotte hanno arricchito il borgo, donandogli una veste che ricorda la Barcellona di Gaudì

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PARTINICO Giuseppe Gaglio a Borgo Parrini c’è nato. Ed è sempre rimasto affascinato da quelle case sparse nella piccola contrada di Partinico, alcune risalenti al 1600, come l’antico convento dei gesuiti.

Giuseppe Gaglio

Fino agli anni ’50/’60 il borgo era densamente abitato. Poi, a partire dagli anni ’70, cominciò il suo abbandono. Solo i contadini utilizzavano le antiche abitazioni come magazzini, gli allevatori le avevano trasformate in stalle. Le case divennero ruderi, il borgo una pattumiera a cielo aperto.

“Era il borgo dei miei nonni, ci ho sempre vissuto, l’ho sempre visto come un luogo che mi apparteneva”, racconta Giuseppe, che a metà degli anni ’90 decide di investire sul suo recupero.

 

“Le pietre sono vive e devono restare vive”, racconta nel corso dell’intervista.

Così Giuseppe comincia ad acquistare alcuni ruderi che non valevano più nulla. Vecchie abitazioni  in pietra diroccate, o che negli anni erano state ristrutturate malamente con il cemento.

“Ma per me quelle case avevano ancora un’anima”.

 

Giuseppe vince la diffidenza della sua famiglia e così, spinto dalla sua passione per l’arte, comincia a ristrutturare e ad abbellire l’ex convento assieme ad altre tre case. Dove prima stavano i gesuiti allestisce il suo laboratorio. È la passione per l’arte che lo fa incontrare con il maestro Nicolò Giuliano di Monreale.

Il maestro Nicolò Giuliano

Da quel momento maioliche, ceramiche, terrecotte cominciano ad arricchire il borgo, gli donano una veste che ricorda la Barcellona di Gaudì.

RIPRODUZIONE DELLA CUPOLA DEL DUOMO DI RAGUSA IBLA

Sul tetto dell’abitazione di Giuseppe è stata collocata una riproduzione della cupola della Cattedrale di Ragusa Ibla, una maiolica di un metro di altezza, realizzata l’anno scorso dal maestro Giuliano. Al crepuscolo sembra di vedere realmente il monumento siciliano in lontananza. Stessa sensazione offre la Cattedrale di Palma di Montechiaro, riprodotta in terracotta, alta 160 cm. Vista dall’interno dello studio, la prospettiva offre allo spettatore la sensazione di osservare in effetti la cattedrale, come se fosse distante un centinaio di metri. In terracotta è stato riprodotto anche uno dei 4 campanili della cattedrale di Palermo, alto 1,3 metri.

 

 

RIPRODUZIONE DI UNA DELLE DUE TORRI DELLA CATTEDRALE DI PALERMO

E poi ancora tutti i cornicioni dell’ingresso del portone, al disopra delle scale, sono stati realizzati dal maestro ceramista monrealese, così come le pigne e le lanterne in terracotta, appese con un braccio di ferro sulle pareti della casa padronale e lungo le strade del borgo.

All’interno dell’appartamento di Giuseppe, l’amico Nicolò ha realizzato diversi pavimenti in maiolica. 

Ad attirare l’attenzione dei visitatori sono anche le citazioni famose riportate su diversi pannelli. Come quella di Dante, realizzata in pietra lavica maiolicata: “Fatti non foste a viver vome bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.

La rinascita del borgo, la sua particolare bellezza, l’aria che nuovamente si respira, hanno attirato migliaia di persone negli ultimi mesi. “Tra giugno ed agosto avranno visitato il borgo circa 30.000 persone. È bastato il passaparola e le foto pubblicate sui social dai visitatori. Chi veniva comunicava ad altri la bellezza del borgo”, racconta Giuseppe.

Ma sono stati anche diversi gli eventi organizzati da “I campanili di Borgo Parrini”, l’associazione che prende il nome dai nove campanili realizzati per ricordare le nove province siciliane, o dall’associazione “La via dei mulini”, il cui nome si ispira a quello della via che porta al borgo. E poi quelli organizzati con l’AVIS, con la parrocchia del borgo, con la Protezione Civile.

Sono in tanti oggi a credere nell’idea di Giuseppe Gaglio e nell’energia che Borgo Parrini riesce ad esprimere. La dimenticata contrada di Partinico è diventata un luogo di grande fermento culturale, segnato anche dall’inaugurazione, lo scorso dicembre, del caffè letterario.

Il caffè letterario

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