Lo Presti: “La Didattica a distanza non è stata una scelta, ma abbiamo reagito facendo emergere e consolidando competenze”

“A marzo il rischio era di arrendersi allo sconforto, invece abbiamo scelto di andare avanti, con l’impegno delle famiglie”

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– “Dal 4 marzo siamo stati catapultati in una dimensione surreale che ha, di giorno in giorno, messo in dubbio le nostre certezze e stravolto la nostra vita affettiva e sociale”.

Antonella Lo Presti, docente all’istituto Francesca Morvillo di Monreale

Antonella Lo Presti, docente presso l’istituto Francesca Morvillo di Monreale, spiega come per il mondo della scuola la pandemia da Covid19 sia stato come uno tsunami, che di punto in bianco ha stravolto la didattica consolidata negli anni.

– “Anche la scuola ha subito questo processo e ha reagito cercando di instaurare con i ragazzi una qualunque relazione, anche se “a distanza”.

Ancor prima dei decreti e delle circolari ministeriali, docenti di tutti gli ordini e gradi d’istruzione si sono rimboccate le maniche per far sentire la loro presenza agli alunni e continuare ad essere per loro un punto di riferimento nel caos emotivo che la solitudine e il distacco dal gruppo dei pari avrebbe potuto provocare”.

– Quali le difficoltà incontrate?

– “Sicuramente molti errori sono stati commessi e, soprattutto all’inizio, più volte si è “aggiustato il tiro” per evitare alcune problematiche, fra cui le più evidenti il sovraccarico di attività e compiti, la giusta selezione del materiale didattico, le ore da dedicare a connessione e studio privato…

Chi opera nel settore dell’istruzione, sa che un assioma fondamentale dell’istruzione è la negazione dell’improvvisazione e dell’estemporaneità a favore di una progettazione che tenga conto di molte variabili. Le imprecisioni del primo periodo di Didattica a Distanza sono proprio da iscrivere all’eccezionalità e repentinità dell’evento che ci ha “costretti” ad improvvisare una didattica di cui conoscevamo poco e niente. A poco a poco, però, i docenti hanno riscritto i percorsi formativi, hanno ricucito lo strappo iniziale incentrando la loro azione su concetti chiave quali l’essenzialità e l’interdisciplinarietà”. 

– “Come viene giudicato il lavoro che la scuola sta facendo per adottare queste nuove forme di didattica?

– “È spiacevole constatare che è ancora in atto il tentativo di bistrattare la Didattica a Distanza, mostrandone a chiare lettere i limiti relazionali e formativi… come se fosse stata una scelta del docente, del Dirigente scolastico o finanche del Ministro alla pubblica istruzione metterla in atto! Come se l’emergenza sanitaria in atto e i risvolti legislativi avessero posto una scelta e si sia fatta quella sbagliata. L’unica scelta possibile che si è delineata a marzo e continua a delinearsi adesso è stata quella di scegliere fra l’utilizzare i mezzi tecnologici per continuare una forma di relazione con gli alunni, oppure deporre le armi, arrendersi allo sconforto e andare avanti ognuno per proprio conto. Si è scelto di andare avanti, avvalendoci di strumenti tecnologici e del supporto delle famiglie con le quali l’alleanza educativa si è intrisa ogni giorno di più di impegno e significato”.

– “In concreto, come si svolge la didattica a distanza, e quali risultati riesce a fornire?” 

– “Il lavoro proposto è un esempio di didattica a distanza: un lavoro su un testo narrativo proposto ad alunni di prima elementare. Un’attività semplificata che ha guidato gli alunni a scoprire gli elementi strutturali del testo, attraverso la scrittura, il disegno e l’interpretazione vocale. Probabilmente “in presenza” l’attività sarebbe stata diversa, non so dire se migliore o peggiore, sicuramente diversa. Mi piace pensare che proprio perché nata in questo contesto particolare sia unica e speciale. Di una cosa, invece, ho assoluta certezza: che questa e tutte le altre attività fatte insieme ai miei cuccioli abbiano fatto emergere o consolidato competenze… perché la metodologia d’insegnamento non dipende dal fatto di essere “in presenza” o “a distanza”… e se tale metodologia vede l’alunno come una fiammella d’accendere e non come vasi da riempire o travasare, questo non avverrà mai: né in presenza, né da remoto”.

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