Monreale, 18 aprile 2019 – Rompiballe è un attributo dispregiativo che si utilizza volgarmente per indicare un soggetto che, a vario titolo, “rompe le balle”, ovvero il tipo fastidioso, “che fa e che dice” cose altrettanto fastidiose, prevalentemente a sproposito, su argomenti ritenuti trascurabili, futili o marginali. Insomma uno che alimenta costantemente il sottile piacere di complicare la vita agli altri. Ognuno di noi può annoverare una (più o meno) cospicua lista di rompiballe, ciascuno in relazione alle proprie esperienze e ai propri vissuti.
Spesso, però, succede un fatto abbastanza strano e velatamente inquietante: il rompiballe maximus, il rompiballe al cubo, il rompiballe per eccellenza non viene indicato tra individui oggettivamente fastidiosi in quanto profondamente antipatici e inutilmente provocatori, ma tra chi tende a rispettare e a far rispettare le norme. Ergo… il rompiballe, non di rado, viene sorprendentemente identificato con la persona equilibrata e corretta, attenta alle proprie sorti e a quelle degli altri:
– Il collega serio che lavora di buona lena, in maniera impeccabile (e magari sollecita una maggiore collaborazione)? Un rompiballe.
– Il tipo che ti fa rilevare gentilmente che hai appena gettato la carta della caramella per strada? Un rompiballe.
– Il vigile urbano che ti multa perché hai posteggiato dove non dovevi? Un grandissimo rompiballe.
Sembrerebbe quasi un elogio della cialtroneria: si parla e straparla di legalità, del ritorno dell’educazione civica nelle scuole, e taluni (politici bipartisan in primis) si gonfiano il petto e si riempiono la bocca. Poi, un giorno, arriva un titolo di giornale, abbastanza inappropriato, di dubbio gusto, che oltrepassa il limite della buona educazione ed ecco rappresentata l’equazione perfettamente iniqua: umanità + senso del dovere + rispetto delle norme = “rompiballismo”.
Nella fattispecie il titolo in questione si riferisce all’edizione odierna di Libero, quotidiano a tiratura nazionale, sicuramente non nuovo a sortite provocatorie di questo genere, il quale apostrofa la giovane Greta Thunberg, attualmente in visita in Italia con il delicatissimo: “La rompiballe va dal Papa”.
Un titolo decisamente forte (per non dire altro) in relazione ad una ragazzina che, simpatie o antipatie a parte, sta offrendo un ottimo esempio a tutti noi.
Quindi se da un lato si invocano legalità e rispetto, soprattutto da parte dei giovani e ci si auspica il ritorno sistematico di insegnamenti trasversali su come diventare buoni cittadini o addirittura si paventa l’idea del ripristino della leva obbligatoria, a scopo puramente educativo… dall’altro si invia, a mezzo stampa, soprattutto ai giovani (dato che trattasi di una ragazzina) il messaggio raccapricciante secondo cui una giovanissima che si preoccupa delle sorti del mondo e che diffonde il suo personale esempio (antipatie e simpatie a parte) di civiltà, di consapevolezza e di cittadinanza attiva è e sarà sempre solamente una “rompiballe”.
A volte l’Italia sembra (o forse è) davvero uno strano Paese!!!