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Balestrate. Marcia della Pace e Festa dei Popoli, un incontro all’insegna della pace e della buona politica

Balestrate, 30 dicembre 2018 – Si è tenuta ieri a Balestrate la Marcia della Pace e la Festa dei Popoli organizzata dall’Arcidiocesi in collaborazione con la Parrocchia e il Comune di Balestrate, l’Ufficio per la pastorale Sociale e del Lavoro, l’Ufficio diocesano Migrazioni e i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL.

Una festa all’insegna dell’interculturalità e dell’uguaglianza tra i popoli, ma anche una marcia apertamente antirazzista. “Di fronte a certi episodi di intolleranza e di razzismo – ha dichiarato l’arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi – il cuore si stringe e geme, ma anche la mente non capisce: un animale in questo momento arriva a valere di più, in protezione, di un fratello nel quale il credente sa che c’è la visita stessa di Dio!  L’accoglienza dei poveri, delle persone sole e dei migranti è il nostro presepe vivente 2018! Sarà un atto di fede in Dio e un presepe di carità. Sarà la speranza che il mondo può vincere paure e rancori”.

“La politica è per la pace se si esprime nel riconoscimento delle capacità di ogni persona. Ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune. La vita politica autentica, che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali.  Oggi più che mai, le nostre società necessitano di “artigiani della pace” che possano essere messaggeri e testimoni autentici di Dio Padre che vuole il bene e la felicità della famiglia umana” – ha continuato Pennisi, distinguendo anche tre dimensioni sotto la cui forma si manifesta e va intesa la pace: la pace con noi stessi, la pace con l’altro e la pace col creato.

“E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen” sono le degne parole con cui si è conclusa la giornata di ieri, parole che infondono speranza e ci aiutano a immaginare un modo migliore di vivere.

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