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Bruno Palermo presenta il libro “Al posto sbagliato” per dare memoria ai bambini uccisi dalla mafia

Monreale, 14 dicembre 2018 – Ieri, 13 dicembre 2018, nel Circolo di Cultura Italia, che oltre ad essere un circolo culturale è anche un circolo della legalità, si è svolta la presentazione del libro di Bruno Palermo dal titolo “Al posto sbagliato”.

Il merito del libro è di ricordare e far conoscere le storie di 109 bambini uccisi in Italia dalle varie mafie. Queste storie, spesso dimenticate dalla cittadinanza, devono essere insegnate ai ragazzi così da far conoscere le vite di quei bambini come loro che, a causa di persone disoneste, hanno smesso di vivere e sognare.

Queste sono le storie di quei bambini e adolescenti senza colpa, che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. O erano quei delinquenti a fare la cosa sbagliata?

Monreale e Palermo hanno avuto, nella storia, un ruolo importante da un punto di vista socio-culturale. Sfortunatamente negli ultimi decenni la nostra terra ha vissuto delle questioni molto violente e possiamo elencare un numero ragguardevole di vittime innocenti che spesso si trovavano solo nel posto sbagliato, come ricorda il titolo del libro.

“La mafia è un’imposizione alla nostra libertà che non ha mai guardato in faccia chi si trovava di fronte” dice il Magistrato Agueci. Spesso si dice che la mafia rispetti donne e bambini, ma oggi noi contiamo 125 bambini uccisi dalla mafia. E purtroppo questo elenco non è ancora completo.

A far rabbrividire è come di fronte all’innocenza di un bambino si trovi una brutalità mostruosa nei loro omicidi.

“Bisogna dare il giusto peso alle parole – dice Bruno Palermo -, e quando parliamo di uomo d’onore non possiamo fare riferimento a chi spara a un bambino”. Non si può definire uomo d’onore qualcuno che uccide un altro uomo, non si può definire onore minacciare un altro uomo. Questa gente non ha onore, dignità o principi, sono solo parassiti che vivono a discapito della comunità.

Nella nostra lotta alla mafia non deve esistere il grigio, dobbiamo essere o bianchi o neri. La mafia non va appoggiata in alcun modo. Le modalità di “fare mafia” oggi sono cambiate rispetto a pochi decenni fa, ma la malvagità e i metodi di estorsione sono sempre gli stessi.

La disinformazione spesso è una delle pecche del nostro Stato. Con questo libro Bruno Palermo spera di aver dato un servizio alla comunità e di aver reso queste storie di bambini, troppo spesso ignorate e dimenticate, concrete e vive nella nostra memoria, affinché queste vittime innocenti non vengano dimenticate.

Graziella Accetta, madre del piccolo Claudio Domini, ucciso da mano mafiosa a soli undici anni, ricorda la sua ricerca di giustizia onesta e concreta: “La mia è una battaglia per la legalità affinché nessun genitore debba più soffrire”.

Negli ultimi anni la gente che legge un libro o si documenta su delle notizie concrete è diminuita. Questo è ovviamente un fatto molto negativo, un libro ci arricchisce e arricchisce la nostra cultura. Come dice Giuseppe Castronovo “Questo libro è un ottimo modo per conoscere delle storie che purtroppo ci riguardano, e così facendo alimentiamo la nostra memoria’’.

“Se la gioventù negherà il consenso, anche l’onnipotente e odiosa mafia svanirà come un incubo” disse Paolo borsellino. 

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