Milano, 12 dicembre 2018 – Alle ore 16.30 di venerdì 12 dicembre 1969 un ordigno esplode dentro la Banca Nazionale dell’Agricoltura, a piazza Fontana, nel cuore di Milano. L’Italia intera è sconvolta ed attonita.
Non fu un gesto di un fanatico solitario. Si trattò di un complotto, fu “Strage di Stato”.
La “Strage di Stato” fu anche il titolo di un celeberrimo libro di un gruppo di giovani militanti di sinistra, che in poco meno di un anno mise in piedi una controinchiesta collettiva!
Nel clima pesantissimo di caccia alle streghe (uno degli aspetti della “strategia della tensione”) ebbe il merito di smontare rapidamente “la pista anarchica” (“il mostro Pietro Valpreda”) e fu propedeutico per gli accertamenti giudiziari successivi! Indagini lunghe, complesse e contraddittorie, ma che portarono ad individuare le responsabilità della destra eversiva e degli apparati deviati dello Stato.
Perché la strage? Perché si doveva contenere (o fermare) il grandioso movimento studentesco, operaio, di una parte dei ceti medi e sindacale di quegli anni.
Che per fortuna seppe reagire nonostante l’indubbio condizionamento della interminabile sequela di attentati, tentativi di golpe (tra i tanti.., quello dell’otto dicembre 1970, detto anche “il golpe dei Forestali”), depistaggi.
Meno di 24 ore dopo l’attentato del 12 dicembre 1969 la RAI (Bruno Vespa…) indicava la pista anarchica, e in Valpreda l’esecutore materiale. Era la tesi della Questura di Milano.
Anche la grande stampa si allineò.
Progressivamente emersero dubbi ed altre opinioni, alla fine la maggior parte dei media fece propri molti dei temi di quel libro inchiesta!!!
Chi interessato può trovare approfondimenti su Fanpage e Focus.