Segnala a Zazoom - Blog Directory

“Mio padre con i Badalamenti non c’entra nulla, e il disprezzo era reciproco”

Monreale, 8 dicembre 2018 – Si è svolta ieri, presso la Casa Cultura Santa Caterina, la presentazione del libro “Sono nata Badalamenti” di Maria Badalamenti che lotta quotidianamente affinché il suo nome e soprattutto quello di suo padre non sia associato a quello del clan mafioso che aveva a capo Tano Badalamenti.

A prendere per primo la parola è stato Giuseppe Cangemi, assessore alla cultura di Monreale, che ha ringraziato calorosamente Maria per aver portato il suo libro e la sua storia a Monreale. “Siamo abituati a celebrare chi ha combattuto la mafia”, spesso però sentiamo dire sempre gli stessi nomi, quando purtroppo ancora ci sono tantissime vittime di mafia che non hanno avuto la loro giustizia e non sono riconosciute come tali. 

Spesso tra tutte queste vittime innocenti ci sono persone che come suo padre, Silvio Badalamenti, hanno lottato per i loro principi e per ciò in cui credevano. E Maria ricorda come suo padre abbia fatto una scelta di vita giusta e concreta per non eliminare i principi in cui credeva.

Biagio Cigno dolorosamente ha ricordato che anche Monreale ha avuto diverse morti a causa della mafia, basti pensare a nomi come Emanuele Basile o Mario d’Aleo, o alle varie macchine bruciate a coloro che si opponevano al mafioso di turno ma “grazie all’impegno come quello del padre di Maria si può andare avanti, anche se spesso la verità non viene a galla”.

“Io ho sposato fin da subito l’iniziativa di Maria, perché la sua famiglia ha il diritto di continuare a fare chiarezza sulla morte del congiunto” dice così Rosalinda Camarda Signorino. 

Il cammino di vita di Maria e i suoi familiari non è reso facile per gli stereotipi che si aggirano riguardo al suo cognome. Loro subiscono una violenza costante ma lei ha detto basta, per se stessa, per la sua famiglia e per suo padre e soprattutto per far sì che suo padre ottenga il rispetto che merita “perché non esistono vittime di serie A o di serie B”.

A tal proposito Maria aggiunge che il suo obiettivo è divulgare la verità, che fa emergere tramite il suo libro dove manifesta tutto il suo orgoglio per il cognome che porta, che è il cognome di suo padre SILVIO Badalamenti, un uomo che ha lottato fino in fondo per ciò in cui credeva, contro i pregiudizi che invece lo vedono a fianco del clan mafioso. Maria risponde a chi non crede all’innocenza del padre: “Già falcone disse che mio padre non aveva colpa”.

La psicologa Mara Manno ha affermato che il libro scritto da Maria è un metodo congeniale perfetto per urlare tutta la verità.  

Graziella Accetta ricorda suo figlio Claudio Domino ucciso a soli undici anni. È stato riconosciuto vittima di mafia, ma ciò nonostante alla famiglia ancora non è stato riconosciuto lo status di famiglia vittima di mafia. La signora Accetta spiega che si sta portando avanti un progetto per far ricordare i 125 bambini uccisi da mani mafiose, perché nessuno va dimenticato, e tutti devono ricevere ugual rispetto poiché innocenti, spesso uccisi per far ammansire le famiglie.  

La rappresentante di Agenda Rossa spiega come dietro le famiglie nelle quali sono stati uccisi dei membri per mano della mafia, spesso si attivi un circolo del fango, dove i mafiosi uccidono due volte, prima fisicamente la vittima e in seguito la famiglia, com’è successo anche nel caso della famiglia di Maria. Oltre ad avere ucciso il padre, la mafia mise in moto una serie di messaggi intimidatori e minacce di morte.

Infine Maria spiega di aver deciso di pubblicare il libro dopo aver trovato tutti i documenti che attestano l’innocenza del padre.

Il suo obiettivo è di non consentire mai più agli sciacalli di infognare il nome di suo padre SILVIO Badalamenti. Lei porta a testa alta il suo cognome proprio grazie ai valori insegnati dal padre che ha sacrificato la sua vita pur di difendere quello in cui credeva, ossia una vita normale e onesta basata sul lavoro e la propria.

“…Ci sono stati uomini che passo dopo passo
Hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
Con dedizione contro un’istituzione organizzata
Cosa Nostra, cosa vostra, cos’è vostro?
È nostra, la libertà di dire…”

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.