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È tempo di Presepe. Di quelli in cartapesta. Ma non di quelli in carne ed ossa

Monreale, 4 dicembre 2018 – Una settimana fa … Torino:

“Un presepe in ogni scuola e ogni scuola messa in condizione di fare un presepe. Vogliamo che ogni scuola possa avere un suo presepe in vista del Natale. Per questo chiederò al Comune di impegnarsi per fare in modo che gli istituti possano realizzare un proprio presepe. Si tratta di rendere accessibili a tutti le nostre tradizioni, portatrici di una cultura ben radicata nel territorio che i giovani devono conoscere per poter apprezzare. Tradizioni che devono unire e che non possiamo mettere da parte per colpa del politicamente corretto”.

Così tuonava il capogruppo della Lega, Fabrizio Ricca. 

Qualche giorno fa … Reggio Calabria:

Per ordine del prefetto, in ottemperanza al decreto Salvini (appena varato), Yousef, la moglie Faith (incinta di tre mesi) e la loro piccola di soli sei mesi hanno dovuto raccogliere, abbastanza in fretta, i loro pochi oggetti e lasciare il CARA di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. “Ci hanno detto di prendere tutto, che dovevamo andare via. Io, mia moglie incinta e la nostra bimba. Abbiamo provato a chiedere perché, ma ci hanno detto che è la legge”, dice Yousuf. “Pensavamo ci trasferissero in un’altra struttura, poi abbiamo capito che ci stavano semplicemente mandando via. Non hanno avuto pietà neanche per mia moglie che è incinta di tre mesi. Abbiamo protestato, ma non è servito a nulla”. 

Insieme a un gruppo di altre persone (nella loro medesima situazione), Yousuf, Faith e la piccola sono stati costretti a salire su un pullman che li ha scaricati, disorientati e disperati, sotto una pioggia battente, di fronte alla stazione ferroviaria di Crotone.

Qualche mese fa … Roma:

A pochi giorni dall’insediamento del nuovo parlamento, è  stata presentata alla Camera una proposta di legge sul tema “Crocifisso Obbligatorio”. La Lega rilancia la battaglia sul crocefisso da esporre in scuole, università, aule di giustizia, porti, aeroporti e stazioni, prevedendo multe fino a mille euro per i trasgressori.

Qualche giorno fa … Ragusa:

Fara, una giovane mamma eritrea di 19 anni, sbarcata sabato 24 novembre 2018 a Pozzallo è stata insultata da alcune donne al reparto di maternità  dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa

“Ci porta malattie, è inammissibile che sia entrata qui”, sono stati i commenti delle pazienti dell’ospedale.

La ragazza, recatasi al “Paternò Arezzo” per visitare la figlia di poche settimane, ricoverata subito dopo lo sbarco perché in pericolo di vita, ha subito un’immotivata quanto violenta aggressione verbale da parte delle altre pazienti.

I medici sono intervenuti per cercare di riportare la calma e magari anche un barlume di civiltà oltre a un pizzico di umana tolleranza, ma alla fine sono dovuti intervenire i carabinieri. 

Sedati a fatica gli animi, finalmente è stato spiegato, alle mamme in fermento, che la ragazza era sana e che non avrebbe potuto trasmettere alcuna malattia contagiosa.

 

Mi sono servita di queste immagini speculari, relative alla cronaca recente, che riflettono episodi significativi attraverso due prospettive congiunte, ma talmente contrapposte da sembrare quasi un ossimoro, per evidenziare entrambe le facce di una medesima (ma strana) moneta.

Personalmente ritengo che, in tante consuetudini (o tradizioni), in molti casi strumentalizzabili o in  odor di mera apparenza, le statue inanimate (anche se, sul piano religioso, significative e importanti), i simboli sacri (degni del massimo rispetto da parte di chiunque) prevalgano inspiegabilmente su ciò che è animato, ergo su ciò che un’anima la possiede davvero. Oggetti, se pur sacri, che prevalgono sui tanti corpi in carne e ossa, sul fiume di sudore, di lacrime e di sangue, sulle inenarrabili sofferenze (lontanissime da noi) di quelle “anime”, che, malgrado tutto, sognano ancora e di quei cuori temerari, che pulsando, cercano, senza arrendersi, un futuro che per noi è già, da subito, ben definito.

Sono certa che, al caldo delle nostre case, distratti da un’atmosfera appositamente costruita per renderci impermeabili alla realtà vera che ci circonda, continueremo i  preparativi (naturalmente del tutto legittimi e anche piacevoli) del nostro Natale di “cartapesta” che ci rallegra, ci rilassa e non ci fa pensare alle ingiustizie di questo nostro mondo, forse perché quel presepe di carne, di disperazione e di dolore, quel presepe vivente (e a volte morente) così vicino a noi, non riusciamo o forse non vogliamo vederlo.

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