Monreale, 10 novembre 2018 – Ieri, nel magnifico palazzo arcivescovile di Monreale, si è svolto il primo incontro del “percorso di formazione alla cittadinanza attiva”.
Come possono dei semplici civili diventare dei cittadini attivi uniti in una cittadinanza? Soprattutto cosa vuol dire essere una cittadinanza attiva?
La cittadinanza è la capacità dei cittadini di organizzarsi in modo multiforme, di mobilitare risorse umane, tecniche finanziarie per tutelare diritti volti alla cura e allo sviluppo di beni e interessi comuni. La parola “chiave” è la condivisione, non solo d’interessi ma anche di valori.
Per Attiva s’intende voler prendere parte attivamente all’azione civica e all’aiuto solidale verso coloro che si trovano in una situazione di emarginazione o di crisi.
A condurre questo ‘percorso’ è stato Fabrizio Steri che ha iniziato il suo discorso su uno dei temi più discussi nei giorni nostri: la crisi.
La crisi economica spesso ci porta a fare delle modifiche nella nostra vita quotidiana, ma se voltassimo lo sguardo, ci accorgeremmo che l’uomo ha sempre avuto dei periodi di crisi economica, ma con la collaborazione dei vari individui la popolazione è sempre riuscita a risollevarsi. “Quando però questa crisi non è soltanto economica, ma anche spirituale, interiore ecc., la società dimentica i valori fondamentali, non esiste ricchezza che li possa salvare dalla crisi”. A rovinare la crescita della cittadinanza ai giorni nostri è soprattutto l’egoismo, la corruzione, la sete di ricchezza e di potere e quei mali chiamati da Luigi Sturzo “MALE BESTIE” che corrompono l’animo dell’uomo e lo accecano davanti alla comunità bisognosa.
“Noi Cittadini dobbiamo riscoprire la nuova classe dirigente libera dalla corruzione”. Al giorno d’oggi abbiamo quella libertà di voto che meno di un secolo fa la maggioranza degli italiani non possedeva, di conseguenza tocca a noi sfruttare al meglio questo diritto che ci è stato concesso scegliendo chi, in maniera migliore, possa amministrare il bene della cittadinanza.
Fabrizio Steri conclude il suo discorso dicendo che “siamo Noi a dover cambiare per far si che avvenga un cambiamento”, dobbiamo uscire dall’io egoistico per pensare a un nostro comunitario.
Secondo il parroco di Corleone si deve puntare molto ai giovani, infatti, essi sono “la forza propulsiva, e la chiesa deve collaborare con la politica (ma non schierandosi con nessun partito)”, aiutando i ragazzi spesso a comprendere cos’è la politica, perché i ragazzi di oggi potranno essere i politici giusti e onesti di domani. Si deve puntare ad un popolo che abbia coscienza prima dei suoi doveri e dopo dei suoi diritti, perché tutti siamo bravi a elencare e a richiedere i nostri diritti ma, invece, non siamo sempre pronti a compiere il nostro dovere.
Durante il suo intervento, il professore Schiavello, che insegna Giurisprudenza all’università di Palermo, ha affermato che “stiamo vivendo una crisi della democrazia”, infatti, stiamo vivendo in un periodo di decadimento politico, civico e istituzionale”. Il cittadino non deve pensare esclusivamente a quello che lo stato prepara per lui, bensì deve essere il cittadino a pensare qualcosa per migliorare lo stato.
“La vita può essere affrontata in due modi: rimanendo inermi e omologati alla massa, vedendo tutto scorrere davanti a te, o agire per modificare le ingiustizie della vita mostrando la tua identità. L’identità è l’atto supremo di libertà”, così interviene il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
A concludere l’incontro di ieri è stato il vescovo dell’arcidiocesi di Monreale, Monsignore Michele Pennisi, esortando la cittadinanza a “farsi voce di chi non ha voce” perché l’Italia sta diventando un paese dove l’altro non è una persona bensì un nemico da abbattere per non essere ostacolati”. Dobbiamo cominciare a modificare il nostro pensiero individualista, per migliorare la nostra società. Uno dei ruoli fondamentali verso il cambiamento spetta proprio alla chiesa che invece di star chiusa nelle sue quattro mura, deve prendere per mano il cittadino e condurlo verso una via di eguaglianza e collaborazione rivolta al nostro bene comune.



