Monreale, 16 ottobre 2018 – Stamattina bella e pimpante Solange – così è stata battezzata dal comando della Polizia Municipale – ha trovato una nuova famiglia. Numerosi gli appelli fatti anche da questa testata giornalistica, ma in queste ore nessuno l’ha cercata e non avendo un microchip è stato impossibile individuare il proprietario. La cucciola di pastore tedesco è stata adottata da un familiare di un agente del comando monrealese.
Ieri sera il cane era stato segnalato alla centrale, per motivi di pericolo pubblico ma anche per le condizioni critiche dell’animale stesso. Il commissario capo Castrense Ganci aveva deciso di metterla in sicurezza nella sede del comando municipale dove ha trascorso al sicuro la notte. LEGGI QUI
Fin qui tutto bello, una storia a lieto fine, peccato che togliere il cane dalla strada, trovare una sistemazione, non è stato così semplice. Anche oggi diversi sono stati i tentativi fatti sia dalla nostra Redazione che dalla Polizia municipale con i volontari e animalisti. Il risultato? Una serie di no raccolti: “Non ho spazio”, “Se il cane non è vaccinato non posso prenderlo, rischierebbe di ammalarsi”, “Il cane è piccolo e il branco non lo accetterebbe”.
La buona volontà e la sensibilità non sempre trovano le condizioni favorevoli. Diversi volontari sono inondati da segnalazioni e cani da salvare e i loro spazi sono saturi. Mentre nel territorio monrealese manca una struttura adeguata e delle figure a supporto.
Anche se a lasciare un po’ perplessi è la facilità con cui sui social, qualche settimana fa, in tantissimi avrebbero salvato Pupetto quando era ormai morto e hanno gridato allo scandalo. Oggi non si è riscontrato lo stesso sostegno.
Per fortuna il cane ha trovato una nuova famiglia, ma se non l’avesse trovata quale sarebbe stata l’alternativa? Il canile di Isnello con cui il comune di Monreale ha un contenzioso di un migliaio di euro e che ci ha chiuso le porte? Di certo per un territorio vasto come Monreale non avere un canile, oltre ad essere un’inadempienza rispetto alle normative sulla lotta al randagismo, è anche una grossa falla che non permette alla Polizia municipale di gestire le emergenze.
Le difficoltà sono tante, per esempio mancano gli accalappiatori comunali e le due figure già formate dall’Asp veterinaria non sono impiegati nel territorio perché manca l’assicurazione specifica. Infatti si occupano di giardinaggio.
Sembriamo votati alla rassegnazione ma il randagismo si può combattere. Spesso è il frutto di una serie di errori umani nella gestione degli animali, di omissioni delle pubbliche amministrazioni, di leggi incomplete e inadeguate.
Premesso come abbiamo più volte detto che un canile non si realizza dall’oggi al domani e che un rifugio deve rispettare una serie di vincoli, se si opera di concerto con tutti quelli che devono essere gli attori nella gestione del problema randagismo qualche idea potrebbe vedere la luce. Si potrebbe pensare di coinvolgere l’università come è avvenuto in altre regioni, ma anche organizzazioni che pur avendo posizioni antitetiche si siedono a un tavolo per cercare di ottenere un risultato.