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Un testimone oculare svela i misteri di Salvatore Giuliano. Lo raccontano Valentina Gebbia e il criminologo monrealese Nunzio Giangrande

Palermo, 24 luglio 2018 – Dopo quasi settant’anni, i documenti riguardanti il bandito Salvatore Giuliano e la strage di Portella della Ginestra restano ancora coperti dal segreto di Stato. Un testimone oculare ha però disegnato una nuova verità sulle vicende legate alla storia di Giuliano, un mistero mai svelato sul quale si fonda la storia d’Italia.

Tutto questo è raccontato dall’opera di Valentina Gebbia e del monrealese Nunzio Giangrande i quali, dopo aver conquistato il X Premio internazionale Navarro come libro dell’anno,  mercoledì 25 luglio alle 18, nella nuovissima Terrazza “Sicilia”, al terzo livello del Terminal dell’Aeroporto Falcone Borsellino di Punta Raisi, presenteranno il libro “Io c’ero”. La presentazione sarà arricchita dalle letture dell’attore Giuseppe Battiloro. 

 Il “bandito” è una figura controversa, misteriosa, che ha suscitato grande interesse nel panorama storico-politico italiano e internazionale, superando i confini della Sicilia. 

Come sarebbe cambiata la storia d’Italia se il “caso Giuliano” fosse diverso da quello che conosciamo? Perché i documenti che lo riguardano sono ancora coperti dal segreto di Stato? Sono tanti gli interrogativi che ruotano attorno alla figura di Salvatore Giuliano. Un giovane amato dalla sua terra che ancora oggi lo ricorda con affetto, un bandito temibile di cui persino i servizi segreti internazionali si sono occupati. Accusato di essere il fautore della strage di Portella della Ginestra, il suo nome fa ancora discutere, a quasi 70 anni dalla sua morte.

Accanto a Salvatore Giuliano gravitavano pezzi della mafia, dello Stato e dei servizi segreti. Qual è la verità sul suo conto e sulla sua morte? Il corpo ritrovato era davvero il suo?

“Di sicuro, c’è solo che è morto” titolava L’Europeo, nel 1950. Eppure, neanche questa è mai stata una certezza. Sui misteri che aleggiano intorno alla figura di Salvatore Giuliano indaga Valentina Gebbia, argomentando insieme al criminologo Nunzio Giangrande, con un libro dai tratti rivelatori e sconcertanti, che raccoglie il racconto inedito della sua “vedetta”.

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