Mostra di Jan Fabre Ecstasy & Oracles. A Monreale dal 7 luglio al 4 novembre

Tra gli appuntamenti di  “Manifesta 12/CollateralEvents” e s’inserisce nel cartellone di Palermo capitale italiana della cultura 2018

Monreale, 6 luglio 2018 – Tra gli appuntamenti di  “Manifesta 12/CollateralEvents” e s’inserisce nel cartellone di Palermo capitale italiana della cultura 2018. Monreale ospiterà la mostra di Jan Fabre Ecstasy E Oracles, dal 7 luglio al 4 novembre 2018 nel complesso del monastero costruito dal re Guglielmo II, comprendente oltre il Duomo anche il chiostro e alcune sale appartenenti al monastero, sito inserito nella lista dei siti dell’Unesco “patrimonio dell’umanità”.  Una manifestazione di grande livello per la città normanna, promossa dalla Regione Siciliana – Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, dalla Soprintendenza
ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, in collaborazione con la Città di Palermo, l’Arcidiocesi di Monreale, il Comune di Monreale.

Questa mattina nel salone del palazzo arcivescovile si è svolta la conferenza stampa di presentazione. Presente lo stesso artista fiammingo, l’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, l’assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa, l’assessore comunale alla Cultura di Palermo Andrea Cusumano, il responsabile di “MondoMostre” Simone Todarow e il sindaco d Piero Capizzi.

A Monreale Jan Fabre rappresenta il ciclo continuo di vita, morte e rinascita utilizzando lo scarabeo, animale sacro e simbolo spirituale di morte e resurrezione per moltissime civiltà antiche a partire da quella egiziana, molto spesso al centro delle riflessioni artistiche dell’artista. Jan Fabre descrive lo scarabeo come “il più antico computer del mondo”, al quale dovremmo imparare a prestare più ascolto. Lo scarabeo si rigenera e si innalza in volo al contatto con i raggi vivificanti del sole, lucenti come astri. Questa mostra porta a partire dalla vanità di tutte le cose, di cui parla l’Ecclesiaste nella Bibbia, a riflettere sull’eterna questione dell’anelito umano all’immortalità e al costante
rinnovamento di se stessi che ne consegue, a partire dai valori spirituali incarnati nella corporeità. All’interno della straordinaria Cattedrale di Santa Maria Nuova, nella Cappella di San Benedetto è collocata l’opera ‘L’uomo che porta la croce’ (2015), scultura in bronzo a grandezza naturale, che ritrae l’artista mentre tiene in bilico una croce di quattro metri sul palmo della mano. La scultura, prima opera contemporanea acquisita dalla Diocesi di Anversa per la sua Cattedrale come segno di riconnessione tra arte contemporanea e fede contemporanea, vuole «invitare al dialogo» tra diversericerche spirituali e artistiche antiche e moderne e lo fa in un luogo ideale, uno spazio sacro, definito il tempio più bello del mondo, che costituisce un punto di incontro tra la cultura latina e quella
orientale.

La Cattedrale di Monreale e cuore pulsante del monastero ,edificato per iniziativa del re normanno Guglielmo II tra gli anni Settanta e Ottanta del XII secolo con i suoi 102 metri di lunghezza i 6340 metri quadrati di mosaici su sfondo dorato, e le sontuose file di colonne ai lati che culminano nell’abbraccio benedicente del pantocratore,, dove la regalità e la divinità trovano espressione nella profusione di luce dorata che risplende del complesso musivo, appare immediatamente come uno tra i più begli esempi di come l’arte riesca ad entrare in sintonia con il cuore dell’uomo.

 

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