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“Le ricamatrici” di Ester Rizzo presentato ieri al Circolo Italia

Monreale, 30 giugno 2018 – Si è tenuta ieri pomeriggio, presso il Circolo Italia di Monreale, la presentazione del libro “Le ricamatrici” di Ester Rizzo. Insieme all’autrice, hanno partecipato all’incontro l’editore Ottavio Navarra, il presidente del Circolo Italia Claudio Burgio, il presidente dell’associazione antiracket “Liberi di lavorare” Biagio Cigno e l’assessore alla Pubblica Istruzione Paola Naimi. 

L’evento si inserisce in un percorso più ampio che si prefigge di riportare alla luce storie sepolte e dimenticate, attraverso la ricerca, la pubblicazione e la presentazione di testi incentrati su eroi – soprattutto ‘nostrani’ – che spesso non lasciano tracce nei libri di storia. Spazio, quindi, alle vicende anonime di cui nessuno parla; alle centinaia di cittadini, politici, lavoratori, assassinati dalla mafia; alle donne, oscurate o cancellate da una storia prevalentemente al maschile. Perché è necessario conoscere il nostro passato per rivoluzionare il presente e migliorare il futuro, e lo si deve fare anche attraverso la forza delle parole che, secondo Navarra – il quale ha dedicato un’intera collana a tali tematiche – “possono costituire un grande motore di cambiamento se sono anche un elemento di conoscenza della storia dei territori che narrano, della storia delle persone che le hanno vissute, delle comunità che le hanno interpretate”. 

È questo il caso de “Le ricamatrici”. Recuperando una storia siciliana purtroppo sconosciuta ai più, il romanzo, ambientato negli anni ’70, ripercorre le vicissitudini di un gruppo di donne di Santa Caterina Villarmosa, piccolo paese in provincia di Caltanissetta.  Le ricamatrici, dedite al lavoro e all’arte del ricamo, decidono di ribellarsi ad un sistema sociale che le vuole vittime e sottomesse, costrette a subire le angherie della mafia locale ed i soprusi della tradizione maschilista. Riuscendo ad organizzarsi nella cooperativa “La Rosa Rossa”, conducono una lotta che si propaga come un’eco fino a sfociare in manifestazioni regionali e leggi internazionali a tutela dei lavoratori. 

Ester Rizzo, già autrice di “Camicette Bianche” e “Le Mille. I primati delle donne”, è da sempre impegnata in un lavoro di ricerca volto a dare voce ad un mondo femminile dimenticato. E ha dovuto spesso confrontarsi e scontrarsi con la cancellazione della storia siciliana delle donne: “Ormai è da decenni che, come donna, sono arrabbiata. La storia ha dimenticato una parte del genere umano. La storia che i nostri ragazzi studiano a scuola non è la storia dell’umanità ma soltanto quella fatta dagli uomini”. Come è emerso nel corso dell’incontro, sono tante le eroine siciliane, e non, gettate nel dimenticatoio e sommerse dalle gesta maschili. Tra queste, le gelsominaie di Milazzo, costrette a condizioni di lavoro inaccettabili, e le pescatrici delle Eolie, donne di mare che hanno contribuito enormemente all’economia del proprio territorio, ma che sono praticamente scomparse dalle ricostruzioni storiografiche. Tutte vicende delle quali, per lungo tempo, è stato negato il ricordo e che, secondo Rizzo, è assolutamente necessario tramandare alle nuove generazioni: “Le ragazze di oggi hanno bisogno di modelli di riferimento che non siano quelli propinati dai media. Non hanno la percezione di quante donne di dignità, di coraggio e di valore, le hanno precedute. Non sanno che le donne hanno fatto la storia come l’hanno fatta gli uomini”.

Tra gli interventi, oltre a quelli di Burgio e Naimi, convinti del valore inestimabile della cultura e del contributo che la scuola può apportarvi, anche le considerazioni della professoressa Maria Rita Fedele e dell’artista Franco Nocera; quest’ultimo ha ricordato come situazioni analoghe a quella delle ricamatrici di Santa Caterina di Villarmosa esistessero anche nella nostra cittadina. Infine, la lettura, da parte della scrittrice Mariella Sapienza, di una poesia dedicata a Giuseppe La Franca, vittima di mafia.

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