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Monreale, uno scrigno di gemme preziose: presentato il manoscritto “Guglielmo II-il sovrano dimenticato”

Monreale, 9 aprile 2018 – “Monreale, uno scrigno di gemme preziose” dice il dottor Salvatore Demma durante la presentazione del suo manoscritto, al Circolo Italia, dal  titolo “Guglielmo II-il sovrano dimenticato”. La presentazione, casualmente capita nel settecentocinquantesimo anniversario della consacrazione della Cattedrale di Monreale e nell’anno in cui Palermo è Capitale Italiana della Cultura. Sarà forse segno del destino?

Come si evince dal titolo il personaggio principale è Guglielmo II, che viene oscurato e dimenticato, dalla figura del suo consanguineo Federico II che in realtà non fa altro che continuare il percorso già indicato dal suo predecessore.

Sotto il comando di Guglielmo II Monreale raggiunse un punto di massimo splendore; vennero costruite nuove strade, le città divennero più sicure, fece costruire gli ospedali affidati ad ordini religiosi, rese la scuola pubblica, arrivarono monaci amanuenzi da Montecassino per copiare gli scritti in lingua araba e bizantina, si circondò di pittori e poeti, abolì la Gizia che  era una tassa di culto imposta solo sul culto religioso per gli ebrei, favorì il commercio e riportare la Sicilia al centro del Mediterraneo. Ordinò di costruire una imponente cattedrale proprio a Monreale, ma l’arcivescovo di Palermo era contrario alla realizzazione e decise di farlo assassinare; fu avvelenato con l’arsenico giorno dopo giorno, morì senza vedere la cattedrale conclusa.

Il manoscritto, oltre ad essere dedicato a Guglielmo, è dedicato ai giovani perché loro prima di tutto devono conoscere le proprie origini, devono conoscere il loro passato per poter guardare al futuro. Monreale con il suo Duomo è simbolo di una collaborazione tra grandi culture, quella araba e quella normanna e quella bizantina. Come queste culture sono riuscite ad entrare in sintonia e a collaborare tra di loro, anche noi dovremmo collaborare per creare qualcosa di positivo per la nostra terra.

Come ha ricordato il professore Burgio “la Sicilia non è e non deve essere la mafia, la visione che ha il mondo della Sicilia è sbagliata, i siciliani non sono quelli con la coppola e con il fucile in mano, Palermo è stata la culla di grandi pittori, poeti e sovrani”. Far conoscere la vera identità della Sicilia agli stranieri è anche il messaggio che vuole dare il dottore Demma con il suo libro.

Le associazioni “La compagnia dei Normanni” e “Mons Realis” in collaborazione al Circolo culturale Italia si stanno già mobilitando per mettere in atto un progetto per far conoscere il libro ai ragazzi. Proprio dai ragazzi si deve partire per fare rinascere l’amor di patria e la propria cultura, perché prima di essere cittadini del mondo si dev’essere cittadini del proprio paese. La cultura e l’amore verso le proprie origini nasce nelle scuole, sta ai professori e all’autonomia scolastica andare incontro a questa cultura per salvaguardare i nostri beni.

Guglielmo ll dovrebbe essere preso come esempio, lui è riuscito a far ripartire l’economia e a migliorare il suo regno, ormai il nostro paese, facciamo noi la nostra parte per farlo risollevare e portarlo alla gloria di un tempo insieme al suo grande sovrano “che merita di tornare sotto l’occhio dei riflettori”. 

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