La storia di musica e d’amore di Anoushka Shankar

Musica folk indiana, una musica che fa bene allo spirito

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Monreale, 1 ottobre 2017 – Buona Domenica a tutti, il disco di cui vi parlerò oggi è “particolare” secondo vari aspetti, ma a me veramente molto caro. Ammetto che finora non ho recensito dischi semplici, almeno al primo ascolto, ma pur non essendo semplice nella sua struttura musicale questo disco è stato creato per un motivo molto semplice: l’amore, il grande affetto di una figlia verso suo padre. 

Il padre in questione è Ravi Shankar, grande maestro indiano di sitar e pilastro della musica indiana ai giorni d’oggi (per i beatlesiani, fu l’insegnante di sitar di George Harrison). Anoushka sin da piccola seguirà le orme del padre, suonando il sitar anche insieme a lui nei teatri indiani e internazionali, e del padre avrà l’enorme talento, che la porta a essere venerata in tutta l’India come la figlia di un dio. 

Nel 2012 muore Ravi e Anoushka decide di omaggiarlo con ciò che ha di più prezioso, il suo sitar e la magia delle sue dita. Ma non lo farà da sola, offre la sua voce una sorellastra, figlia dello stesso padre, a cui Anoushka è molto legata: Norah Jones, la cantante americana dalla voce dolcissima e irresistibile, figlia non riconosciuta di Ravi Shankar fino all’età di sedici anni. 

Norah per questo ha avuto un rapporto molto difficile col padre, con cui però si riappacifica in questo disco, Traces Of You, dove troviamo la sua voce nell’omonima Traces Of You, The Sun Won’t Set e Unsaid. La musica delle due sorelle insieme è commovente e inimitabile, un mix di musica tradizionale indiana e smooth jazz “alla Jones” delicato e esperto. Il resto dei brani del disco sono strumentali dal sapore tradizionale intessuti dalle sapienti dita di Anouskha, che come sempre si dimostra talentuosa, come se la muovesse una magia.

Chi non è abituato ad ascoltare musica folk indiana potrebbe fare fatica all’inizio, ma questo genere di musica è fatto per conquistare qualsiasi persona. E poi, fa bene allo spirito

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