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Il Diamante dei Pink Floyd era uno stregatto

Prima di essere una costellazione, un "grande spettacolo nel cielo", i Pink Floyd erano una fiaba. Syd Barrett cambiò la storia del Rock Psichedelico

Monreale, 12 novembre 2017 – Chiunque conosca i Pink Floyd abbina il loro nome a linee melodiche perfette, che trascendono i generi musicali, austere, frutto di un’alta e perfezionista sapienza compositiva.

Pink Floyd: I semi-dèi del Rock psichedelico/progressivo. Chiunque li conosca a sentirne parlare pensa subito alla creatività di Roger Waters, o alla sua “spalla” David Gilmour. Si pensa subito a Dark Side Of The Moon o al Live a Pompei.

Ma nella cultura popolare legata a questo gruppo non si rivela quasi mai che i Pink Floyd a cui si pensa solitamente sono un gruppo “monco”, diventato come lo conosciamo grazie, anzi a causa, dell’amputazione che ha subito, o meglio che si è provocato.

Non è stato Waters né Gilmour il genio che li ha creati, e che ne ha plasmato la forma durante i loro primi quattro anni, dal 1965 al 1968. Prima di essere una costellazione, un “grande spettacolo nel cielo”, i Pink Floyd erano una fiaba. Una fiaba scritta da un gatto, da uno gnomo, da uno spaventapasseri. Tutti confluenti nella personalità del loro creatore, dimenticato da molti fan, Syd Barrett. Il ragazzo che cambiò la storia del Rock Psichedelico, innamorato dei libri di fiabe per bambini e dei dolci, il “diamante pazzo” di una delle canzoni più famose di Dark Side.

Dalla sua mente nacque il primo disco dei Pink Floyd, The Piper At The Gates Of Dawn (1967), una raccolta di storielle fantastiche e surreali, ispirate a “Il Vento Tra I Salici”, libro di fiabe amato da Syd, accompagnate da melodie bizzarre, che ricordano le filastrocche (ad esempio i brani “The Gnome” e “Bike”), in certi punti fantascientifiche (“Astronomy Domine”). Un disco che è stato fondamentale per la musica a venire e da cui si sono sviluppati generi come il noise rock.

Le melodie magiche e impalpabili del disco sono cantate da Syd con una spontaneità da bimbo. E anche gli altri elementi del gruppo dettero il loro contributo, si pensi ai vocalizzi di Waters in “Pow. R. Toc. H”. “Interstellar Overdrive” è un vero e proprio sovraccarico interstellare in musica, con il riff di chitarra che incalza nell’intro, mentre “Scarecrow” è il brano emblematico del disco e della personalità di Syd, un cappellaio matto urbano.

A un certo punto però, al cappellaio è stato tolto il cappello, e Syd è stato sbattuto fuori dal gruppo, tranciato via dalla creatura Pink Floyd. La ferita non si è più rimarginata, gli album venuti dopo sono il sangue che ne è uscito. Pink Floyd: semi-dèi del prog i personaggi di Alice nel Paese Delle Meraviglie? A voi la sentenza. 

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