Monreale, il teatro dei pupi riapre il sipario

Collezioni di pupi, copioni dell'800, faranno da cornice alla presentazione del libro “L’opera dei pupi – I pupi monrealesi” di Gino Campanella

[ngg_images source=”galleries” container_ids=”78″ display_type=”photocrati-nextgen_basic_imagebrowser” ajax_pagination=”0″ template=”default” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]Monreale, 25 giugno 2017 – Un tributo a 360° agli “opranti” dei pupi monrealesi, e soprattutto a quelli che hanno portato quest’arte e il nome di Monreale in giro per il mondo. Una rievocazione di un’arte che per molti anni, da quando hanno chiuso il sipario i principali pupari monrealesi, è andata quasi perduta, posta nel dimenticatoio, e che invece merita di essere riconosciuta per l’alto valore e significato educativo che ha avuto nel passato. E’ questo il senso della presentazione del libro “L’opera dei pupi – I pupi monrealesi” di Gino Campanella, che si terrà lunedì 26 giugno presso l’antivilla comunale di Monreale, alle ore 20,00.

Personaggi antichi e moderni dell’opera dei pupi verranno ricordati. Ignazio Munna, i figli Vincenzo e Vito, hanno portato in giro per il mondo l’opera dei pupi, regalando prestigio alla città di Monreale il cui nome accompagnava sempre il loro teatrino. Giappone, Cina, Australia, le Americhe, tutta l’Europa hanno applaudito agli spettacoli della famiglia Munna la cui storia viene oggi raccontata in un libro. 

Durante le tournée, prolungatesi anche per un mese, il teatro dei pupi diveniva un indiscusso momento di aggregazione per gli italiani sparsi per il mondo, oltre ad un elemento distintivo e di vanto, assieme al Duomo, per la città di Monreale.

E Gino Campanella, grande amico di Vincenzo Munna, ne è stato per tanti anni un diretto testimone. Il suo libro, presentato ieri all’Assemblea Regionale Siciliana, scritto raccogliendo anche le testimonianze dei figli degli artisti monrealesi e palermitani, è l’occasione per colmare un inspiegabile vuoto e per dare memoria ad una storia recente che non ha conservato e ricevuto nel tempo lo spazio che merita. Alla serata di domani prenderanno parte, oltre l’autore del libro, vari opranti e costruttori di pupi, mentre verrà messo in scena uno spettacolo.

Sarà possibile ammirare alcune collezioni di pupi, come quella di Vincenzo Munna, oggi conservata da Francesco Pampa, che presenterà una serie di copioni, alcuni risalenti anche al 1800.

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