“Guglielmo Il buono. La fatale imprudenza”. Presentato a Monreale il libro di Tonino Russo

La fragilità e l'umanità, la storia, il territorio con i suoi paesaggi, la bellezza e regalità dell'oro dei mosaici sono gli elementi che hanno, ben amalgamati, dato vita al romanzo

La fragilità e l’umanità, la storia, il territorio con i suoi paesaggi, la bellezza e regalità dell’oro dei mosaici sono gli elementi che hanno, ben amalgamati, dato vita al romanzo

[ngg_images source=”galleries” container_ids=”63″ display_type=”photocrati-nextgen_basic_slideshow” gallery_width=”600″ gallery_height=”400″ cycle_effect=”fade” cycle_interval=”10″ show_thumbnail_link=”1″ thumbnail_link_text=”[Mostra miniature]” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]Monreale, 2 giugno 2017 – Cornice incantevole l’antivilla comunale per la presentazione del libro di Tonino Russo “Guglielmo Il buono. La fatale imprudenza”.

I relatori Ottavio Navarra, editore del romanzo, e la professoressa Romina Lo Piccolo hanno dato l’avvio ad una attenta analisi del testo alla presenza del Sindaco Piero Capizzi, del vicesindaco Giuseppe Cangemi, delle autorità ecclesiastiche l’Arcivescovo Michele Pennisi e don Nicola Gaglio e di un numeroso pubblico. L’opera di Tonino Russo può inserirsi a pieno titolo nella tipologia del romanzo storico di tipo manzoniano che ingloba alla pars historica un intricato nugolo di microstorie che descrivono la gente ed il vissuto di uomini semplici vissuti all’esterno delle mura della Corte normanna.
Il dolore della morte di un padre è la stessa devastante perdita per un re, così come per un qualsiasi uomo del popolo. L’autore da l’incipit alla sua opera proprio quando vive il grande dolore per la dipartita del padre e accosta questo momento tragico al vissuto di Gugliemo che appena dodicenne diventa orfano per la morte del re Guglielmo detto il Malo. La fragilità e l’umanità, la storia, il territorio con i suoi paesaggi, la bellezza e regalità dell’oro dei mosaici sono gli elementi che hanno, ben amalgamati, dato vita al romanzo. Storia e fantasia, personaggi contemporanei e del regno normanno si compenetrano per far comprendere al lettore la grandiosità della nostra storia che pur nella sua grandezza è fatta di persone semplici. 
Gli interventi sono stati intervallati da riduzioni letterarie a cura della Compagnia dei Normanni e accompagnate dalle musiche medioevali di  Francesco Maria Martorana.
La dott.ssa Maria Sapienza ha omaggiato l’amico Tonino di una sua poesia dal titolo “Il sogno di Gugliemo”.
Maria Sapienza, in una introduzione alla poesia in sintonia con l’intervento di don Nicola Gaglio, si è soffermata sull’ideale della Bellezza e sullo stupore che spingono l’uomo ad andare oltre il visibile.
La serata si è conclusa con l’intervento dell’autore che ha ribadito l’obiettivo di recuperare attraverso le pagine del suo scritto la democraticità della storia.
A tale scopo Tonino Russo, come ha ben analizzato la professoressa Lo Piccolo durante il suo intervento, ha utilizzato la finzione letteraria, l’iperrealismo. La gente che fa la storia è quella che si spacca la schiena per mandare avanti il mondo non sono solo i regnanti e i detentori del potere ad avere il merito di essere protagonisti della storia. Tonino Russo afferma con forza nel suo primo libro il valore universale del sapere.

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