Fidelis, per la prima volta in una caserma una mostra di opere trafugate e recuperate
Una mostra interessante, dall'evidente valenza culturale e simbolica, quella esposta alla Caserma Bonsignore - Dalla Chiesa, sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia
[ngg_images source=”galleries” container_ids=”55″ display_type=”photocrati-nextgen_basic_imagebrowser” ajax_pagination=”0″ template=”default” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]Palermo, 25 maggio 2017 – L’ Arma dei Carabinieri, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Siciliana e con il contributo dell’Aeronautica Militare, ha promosso Fidelis, una carrellata di opere d’arte di pregio e valore inestimabili, esposte per la prima volta in una caserma. Un’ esposizione inserita nel progetto più ampio “Le città della fiducia”, volto a promuovere la cultura della responsabilità propria di una società civile e della legalità nell’area del Mediterraneo.
La mostra inaugurata il 23 maggio, nel quadro degli eventi commemorativi del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, alla Presenza del Comandante Generale Tullio Del Sette, è dedicata a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino, al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, a cui è intitolato il Comando Legione Carabinieri Sicilia, sede storica di una porzione fondamentale della sua vita e della sua lunga carriera, interamente dedicata al contrasto della criminalità organizzata, anche e soprattutto legata allo strapotere mafioso e, infine, a tutte le vittime che, a vario titolo, hanno immolato le loro esistenze in nome di quei valori imprescindibili di Giustizia e Legalità.
Il patrimonio artistico e culturale rappresenta l’identità di un popolo, la sua tutela ne supporta la dignità. Le opere esposte sono il risultato della fondamentale, articolata e complessa attività che, da quasi cinquant’anni, viene effettuata, dal Comando Tutela Patrimonio Culturale, in sinergia con le altre compagini dell’Arma e con il sostegno del MIBACT. Le opere trafugate e recuperate assumono un’ulteriore valore, che compendia una visuale ampia e profonda di ciò va difeso con forza, che ci appartiene e che connota di “Bellezza Autentica” le nostre esistenze. L’Arte, imprescindibile baluardo della storia e della creatività di intere generazioni, simbolo concreto del bello che contrasta il brutto, diventa oggetto di strenua difesa, quale indissolubile patrimonio che ci appartiene, nei secoli dei secoli.
Tra le pregevoli opere esposte vanno sicuramente ricordate la Testa di Ade, oggi conservata al Museo Archeologico di Aidone, che fu trafugata dall’area archeologica di Morgantina, negli anni Settanta, venduta illecitamente al Paul Getty Museum ed esposta nella sede di Malibù, in California, fino al suo definitivo recupero; il Giardiniere, pregevolissimo dipinto di Van Gogh; il tabernacolo ligneo, recuperato dalla Chiesa di S. Antonio Abate ad Amatrice e ripristinato, grazie all’azione e agli interventi dei “caschi blu della cultura”, dalle zone terremotate del Centro Italia. Degno di nota un altro prezioso dipinto di Bartolo Manfredi, proveniente dagli Uffizi di Firenze, un olio su tela che, solamente grazie al laborioso e minuzioso restauro, malgrado il gravissimo danneggiamento subito, può essere ancora esposto, con uno specifico intento educativo, quello di sottolinearne, soprattutto, l’alto valore simbolico: esso è tra le opere che, nella notte tra il 26 e 27 maggio del 1993, furono distrutte o gravemente danneggiate dall’esplosione della bomba che provocò la strage mafiosa di via dei Georgofili a Firenze, nella quale rimase uccisa un’intera famiglia. Un quadro che diventa l’espressione più toccante di un percorso condiviso di rinascita: contro il terrore, contro la criminalità che soffoca e annienta la vita e la cultura di un intero popolo, contro la sopraffazione e l’arroganza del potere mafioso.