Monreale, 2 dicembre 2016 – Tra le tante iniziative che hanno trovato luogo nella manifestazione “Storie di libri tra Palermo e Monreale”, la presentazione editoriale di Nicola Basile, “Il Necessariamente Esistente. La nozione di partecipazione in Aristotele, Tommaso ed Avicenna“, oltre ad avere registrato una apprezzabile partecipazione di pubblico, può essere assunta come paradigma di un interesse per la riflessione filosofica che, a dispetto dell’era della rivoluzione informatica che stiamo vivendo, punti alla necessità di non perdere di vista la centralità della persona e del suo “essere”.
Il lavoro dello scrittore monrealese, docente di filosofia, che prende in esame la trattazione relativa al concetto di Dio e al suo rapporto causale con le creature attraverso un puntuale confronto filologico che muove da Aristotele per arrivare all’esegesi di Tommaso d’Aquino attraverso la mediazione della filosofia araba di Avicenna, è sicuramente un testo di teoretica dal taglio specialistico, ma, nello stesso tempo, sviluppando un approfondimento sul tema della “partecipatio”, si configura come un testo di attuale interesse culturale in quanto, dalla dimensione ontologica della riflessione, conduce, con immediatezza, a quella antropologica e sociologica.
Nello specifico dell’analisi proposta, se ogni essere, ovvero ogni creatura, “partecipa” della sostanza dell’Ente Creatore, ne consegue che tutte le creature sono “analoghe” tra di loro, poiché, pur nelle loro diversità, prendono parte dello stesso essere. E’ facile intuire le potenzialità di una ricaduta, in termini sociali e politici, della condivisione di un assunto del genere! E questo è solo uno tra i tanti esempi di spendibilità in modalità concrete di una teoria filosofica che, ad un primo approccio, potrebbe apparirci totalmente estranea al nostro modo di vedere.
La speculazione filosofica non è un mero esercizio di logica, o meglio, non può rimanere confinata a tale finalità, per quanto valido ed importante sia affinare le capacità della logica e del pensiero razionale; la filosofia, l’interesse per l’interrogare e l’interrogarsi, non sono di pertinenza esclusiva di una materia liceale o di un singolo percorso universitario! Malgrado lo scenario della “comunicazione globale” sembri fornirci tutte le risposte alle nostre domande, malgrado la scienza delle tecnologie avanzate e dell’informatica sembrino in grado di aprirci orizzonti prima sconosciuti e svelarci meccanismi imponderabili, la tensione verso un atteggiamento critico ed autonomo, che la riflessione filosofica induce, dovrebbe diventare una costante non solo della nostra sensibilità ma soprattutto del nostro modo di interagire con gli altri e con un mondo che, in nome del progresso, sembra avere dimenticato i fondamenti dell’esistere.
La filosofia, dunque, l’amore per il sapere, diventano oggi quasi temi sfidanti, gli unici con cui la nostra civiltà può recuperare il senso profondo del nostro essere, gli unici con cui l’uomo può riappropriarsi della propria dignità di persona, gli unici con cui essere capaci di problematizzare modelli culturali che mortificano il valore dell’essere persona.
Romina Lo Piccolo