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Il quartiere Ciambra tra tradizione, innovazione e voglia di rivalsa

Monreale, 28 aprile – C’è chi ha deciso di restare, di non fuggire e chi addirittura di ritornare. Rosanna, Claudia e Samuele sono dei giovani che sono rimasti ma anche ritornati, con l’obiettivo di riuscire a dare un valore aggiunto ad un luogo dalle potenzialità estreme come Monreale.

Giovani con l’argento vivo addosso, che hanno anche arricchito il loro bagaglio formativo con esperienze all’estero; nonostante tutto hanno deciso di ritornare in quel paese che li ha visti nascere e in cui vorrebbero poter continuare a crescere.

Innamorati di un quartiere di una bellezza ricca di peculiarità riconducibili ad altri tempi, si sono imbattuti in quella che è diventata una manifestazione che da oggi fino al 1 maggio percorrerà la terza edizione: “Ciambr’Art Arti e Mestieri”. Affiancata anche dal Comitato Pioppo Comune e Link Collettivo Arci.

L’antico quartiere della Ciambra sottostante alla zona absidale del Duomo di Monreale conserva ancora il suo impianto medioevale: strade strette e lastricate, vicoli pittoreschi, balconi fioriti, vecchi palazzi nobiliari, botteghe artigiane e i caratteristici archi. Apprestandosi a lasciare una suggestiva impronta per i visitatori, che si ritroveranno a passeggiare in uno dei dipinti di Giotto. In pochi anni la Ciambra ha accolto operai ed artigiani (mosacisti, pittori, orafi, indoratori, scultori, intagliatori del legno) impegnati nelle fabbriche del Duomo.

Il quartiere ospita tra gli altri l’Atelier di Yanna Rojas, Palazzo Cutò residenza del principe di Cutò Alessandro Filangeri, Talìa La Bottega di Claudia Di Mitri e il Giardino Tropicale. La designer Claudia Di Mitri e l’architetto Rosanna Romano oltre residenti, sono anche le ideatrici dell’iniziativa “Ciambr’Art”.

Rosanna“Dunque un giorno Io, Samuele e Claudia in una delle nostre quotidiane delusioni nel tentativo di riuscire in ciò per cui abbiamo studiato, lavorato e su cui abbiamo sempre creduto, decidiamo di intraprendere questo percorso: combattere la crisi con la “Bellezza” – racconta l’architetto Romano – intesa semplicemente, come impegno costante e dedizione a ciò che si fa. Come cura e attenzione, come passione, spontaneità e desiderio di scambio, di incontro e di collaborazione. Così semplicemente è cominciato il percorso Ciambr’art, grazie alla partecipazione e disponibilità dei residenti, artigiani, artisti del quartiere e al Seminario Arcivescovile, grazie a Lucegrafia sin dall’inizio fondamentale sostegno, grazie a Massimo Palmigiano per il suo scatto diventato volto di Ciambr’art, e grazie all’Amministrazione Comunale che ha accolto e patrocinato il progetto”. L’idea nasce dalla volontà e dal desiderio, anzi no, dalla rabbia di essere nati e cresciuti in un luogo bellissimo dalle potenzialità infinite – conclude Rosanna Romano -ma sovrastato dalla bruttezza”.

Si annuncia l’avvio di una serie di eventi-attività per l’estate 2016. Oltretutto, afferma che il progetto è aperto ad ulteriori collaborazioni, partecipazioni e incontri, verso tutti coloro che come loro non si arrendono.

 

 

 

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