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L’amico Pietro Grasso ricorda Giovanni Falcone, a Monreale raccontato un pezzo di storia della mafia

Il ricordo di Falcone, in alcuni passaggi commovente, ha visto la partecipazione di numerosissimi giovani

MONREALE – Nella splendida “cornice” dell’Aula Consiliare, gremita di gente, si è svolta venerdì la presentazione del libro di Pietro Grasso, “Il mio amico Giovanni”. 

Tanti i giovani presenti, insieme ad una nutrita rappresentanza degli studenti liceali dell’Istituto scolastico Basile-D’Aleo di Monreale.

L’evento, promosso dal Festival delle Filosofie di Palermo, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, con la collaborazione del Comune di Monreale e con il patrocinio di tanti altri Enti, insieme ad alcune Associazioni territoriali, ha registrato una larga partecipazione, regalando intense emozioni ai numerosi convenuti.

Dopo i saluti istituzionali da parte dell’Amministrazione Comunale, hanno dialogato con Pietro Grasso Maria Rita Fedele, Pietro Sabella e Mariella Spagnolo. 

Un’amicizia profonda quella che ha legato per diversi anni Pietro Grasso a Giovanni Falcone, giudice simbolo della lotta alla mafia. 

Rievocati da Pietro Grasso significativi snodi della storia della mafia e di quella dell’antimafia nelle loro relative congiunture storiche, in cui troppi sono stati i crimini contro uomini e donne, strappati alla vita immeritatamente per mano mafiosa.

Un evento attraverso cui si è voluto commemorare sia il trentennale delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, che la ricorrenza contestuale della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Il coinvolgimento emotivamente più forte della platea è scattato quando Pietro Grasso, giunti quasi alla fine dei lavori, soffermandosi sulla descrizione di un particolare dell’immagine della copertina del suo libro, a seguito di una domanda posta da uno studente liceale, trae dalla tasca del suo pantalone l’accendino, che il giudice Falcone gli aveva regalato, per togliersi il vizio del fumo, dicendogli che se mai avesse ripreso a fumare, glielo avrebbe richiesto. 

Non ce ne fu, purtroppo, il tempo – racconta Pietro Grasso – perché Falcone, insieme alla moglie e agli agenti della sua scorta, a breve sarebbe stato barbaramente assassinato, nel feroce attentato di Capaci, il 23 maggio 1992.

In quella sala gremita di gente, all’accensione di quell’accendino, seguì un minuto di religiosissimo silenzio dei presenti, frattanto alzatisi in piedi, in ossequio alla memoria incancellabile di Giovanni Falcone. 

Alla fine dei lavori, alcuni studenti e studentesse hanno porto un piccolo segno di riconoscenza al giudice Grasso, insieme a sua moglie, e al Presidente del Festival delle Filosofie di Palermo.

Il maestro Nicolò Giuliano ha donato al dott. Grasso una sua opera in ceramica.

La prof.ssa Mirella Fedele ha voluto ringraziare l’amministrazione comunale nella sua interezza per l’ottima riuscita dell’evento ed in particolare, per la cura dell’aspetto logistico, l’ufficio di gabinetto, l’ufficio stampa e l’ufficio di presidenza.

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