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Mago Plip, da animatore turistico alla rai, la carriera e l’evoluzione del personaggio

“Prima il teatro e le piazze, poi il lockdown e i social. Così mi sono evoluto e reinventato”

“Più di vent’anni orsono, alla soglia dei 2000, ho iniziato il mi percorso in questo mondo. Facevo l’animatore turistico d’estate e le feste per bambini d’inverno. Poi mi sono accorto che in realtà i genitori si divertivano quasi più dei bimbi e quello è stato l’input che cercavo per lanciarmi nel mondo del cabaret”. A parlare è Davide Tusa, alias Mago Plip, noto personaggio comico del piccolo schermo e, adesso, dei social.

È così che è nato il Mago Plip, certo, in uno stato ancora giovane e acerbo ma già divertente ed esilarante. – ci racconta Davide -. Il 2008 è stato l’anno della svolta, mi sono reinventato nel mondo della comicità calcando il palcoscenico come cabarettista con Angelo Duro che, a quei tempi, non era ancora così conosciuto come adesso. Facevamo insieme il programma “Tutto a posto” su CTS riscuotendo un discreto successo. L’anno successivo poi, dopo aver mandato alcuni video delle mie esibizioni sul sito nuovitalenti.rai.it, ho avuto la grande possibilità di arrivare sulle reti nazionali. Pensate che nel giro di 6 mesi ho avuto la fortuna di esibirmi in tutte e tre le reti Rai: Sono stato ospite di “Cominciamo bene” su Rai 3 con il grande Fabrizio Frizzi (persona straordinaria), poi di Uno Mattina, con Michele Cucuzza ed Eleonora Daniele.

Ero un neofita di questa dimensione, venivo dal mondo dell’animazione e non conoscevo i meccanismi e le dinamiche televisive ma ho avuto la fortuna di veder crescere il mio personaggio, che nel frattempo si è evoluto e consolidato. Lo spettacolo funzionava e funziona, facendo ridere grandi e piccini, il mio repertorio adesso è vasto e completo e la cosa di cui vado più fiero è che è tutta farina del mio sacco. Sono l’unico autore dei miei pezzi e dei miei spettacoli e vi assicuro che dietro c’è un lavoro non indifferente. Quello che ho messo su è un one man show in cui si mescolano in un equilibrio perfetto cabaret, magia, musica e ballo, in uno spettacolo tout court che rispecchia molto il mio modo di concepire la comicità che, come sa chi mi conosce, è per certi versi abbastanza demenziale.

Nel frattempo poi ho iniziato con i primi spettacoli nelle piazze per approdare poi a Sicilia Cabaret che, nel corso di diversi anni, ha visto la nascita di altri dei miei personaggi più noti come “lo Scarafaggio” o “il Mammo”. Ma poi, come tutti sappiamo, è arrivato il triste periodo della pandemia. Il covid ha spento gli spettacoli, le luci, i riflettori. E ci siamo trovati improvvisamente in casa senza la possibilità di esibirci e di lavorare. Si è fermato il mondo, qualsiasi attività lavorativa (tranne quelle essenziali come sappiamo bene, ahimè) è stata sospesa, e lì ho capito di dovermi reinventare ancora una volta. E così è nato il mio profilo Tik Tok dove con Greta, la mia bambina che allora aveva 7 anni, ho iniziato a girare dei primi video divertenti. Ho investito tutto il mio tempo e tutta la mia inventiva in questi brevi sketch della durata di 20 secondi pubblicandone uno al giorno per 6 mesi e raggiungendo risultati incredibili ed insperati: ho raggiunto la bellezza di 93 milioni di visualizzazioni e 600mila follower, una gran bella soddisfazione.

Su Facebook invece, avendo la possibilità di caricare video più lunghi, raccontavo (e racconto) delle vere e proprie storie incentrate sul rapporto genitoriale padre-figlia: dei luoghi comuni che tutti noi genitori viviamo quasi quotidianamente letti in chiave ironica e divertente che il pubblico ha apprezzato e premiato.

Insomma, dello spettacolo ho scelto di farne una professione rinunciando al mio “normale” lavoro per cui avevo studiato. È certamente una vita impegnativa e a volte penalizzante ma è allo stesso tempo stimolante ed eccitante. Certo, il futuro è un’incognita, specialmente in questo periodo, ma io conto sul mio pubblico che mi ama e mi segue, un pubblico eterogeneo fatto di famiglie, bimbi, nonni ma anche ragazzi ed adulti. Amo il mio pubblico e amo interagire con esso durante i miei spettacoli che cercano sempre di far trascorrere dei momenti di estrema leggerezza più che stupire. È vero, sono un mago ma preferisco far ridere più che meravigliare e concentrarmi sull’arte oratoria in un gioco costante tra comicità e stupore.

Progetti per il futuro? Bollono tante cose in pentola, ma ancora è prematuro per parlarne. Di certo c’è che mi piace l’arte in genere e la recitazione in particolare, anche quella drammatica. Staremo a vedere cosa il futuro mi riserverà”.

 

 

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