La notizia dell’aggressione subita da una 12enne monrealese da parte di una sua coetanea e compagna di classe ha scosso la città di Monreale. A sbalordire è stato anche il comportamento dei coetanei che si sono limitati a filmare la scena con i telefonini incitando alla violenza, per poi postare il video sui social come se avessero assistito ad una scena comica.
Monreale, rissa per motivi di gelosia nell’antivilla comunale, protagoniste due 12 enni
Un episodio che interroga tutti sulla deriva che sta vivendo la società, anche quella di un paese come Monreale, e soprattutto sulla necessità di intervenire sui giovani.
Anche il sindaco Alberto Arcidiacono ha voluto dare un suo messaggio alla città, che pubblichiamo integralmente:
“Dopo l’esperienza della pandemia, dopo tutti i timori, i dolori, l’isolamento a ciascuno di noi non è rimasto che sperare che le cose potessero migliorare.. e invece la guerra, i profughi, la crisi economica, la dipendenza energetica… e come se tutto ciò non fosse bastevole il disagio tra i nostri ragazzi.
I nostri figli avrebbero dovuto riaffacciarsi alla vita con entusiasmo, con la voglia di conoscere gli altri, di vivere esperienze nuove … e invece sembrano ingoiati da un’affollata solitudine.
Una condizione, più comune di quanto non sembri, che degenera sempre più spesso nella violenza cieca e ottusa che travolge tutti indistintamente.
Una violenza che se rimane taciuta, che se non viene criticata, che se viene banalmente giustificata sarà destinata a crescere.
Dedichiamo del tempo ai nostri ragazzi, ascoltiamoli, ma soprattutto insegniamo loro a parlare di ciò che provano, temono e desiderano affinché sia di nuovo la loro voce allegra a riempire l’aria delle nostre città e non le loro grida di rabbia”.