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A New York si mangia il pane di Monreale, “Monreale bread Co.” conquista il palato americano

Matteo Di Fiore lasciò il forno Tusa 40 anni fa, oggi il suo "pane di Monreale" entra nelle case di migliaia di newyorkesi

NEW YORK – Una fabbrica del pane di Monreale nella Grande Mela. Ed a farcela conoscere è un cicerone d’eccezione, il consigliere comunale Mimmo Vittorino, che ne è venuto a conoscenza durante un suo viaggio a New York.

Appena rientrato dalla vacanza, Vittorino racconta della sorpresa e dell’emozione provata nel vedere come il pane di Monreale sia apprezzato in America, e come un emigrato monrealese abbia creduto ed investito su questo prodotto riuscendo a costruire una grande impresa.

Si tratta di Matteo Di Fiore. Abitava nel quartiere Carmine. Il padre vendeva bombole e bibite che distribuiva con la sua moto ape. Matteo aveva cominciato ad entrare nel mondo della panificazione nel forno di Ciccio Tusa, nel corso Pietro Novelli di Monreale. Dopo una unga esperienza, circa 40 anni fa, decide di tentare la fortuna nel nuovo mondo. Sbarca a New York dove, con grandi sacrifici, riuscirà a mettere su il primo forno. 

L’azienda con il tempo cresce, il pane di Monreale viene molto apprezzato nella grande comunità italiana ma non solo. Perché a poco a poco la sua fragranza solletica il palato degli americani. E nel giro di alcuni anni quella che era una piccola panetteria si trasforma in una fabbrica. I filoni, le rosette, le pagnotte, vengono sfornate a diverse centinaia l’ora.

Mimmo Vittorino con Matteo Di Fiore

Oggi la fabbrica lavora a ciclo continuo, 24 ore su 24. Dà lavoro a più di 30 operai. Il suo pane viene distribuito nei supermercati di New York, ma anche nelle 4 bakery di famiglia. Perché Matteo, che oggi ha 84 anni, ha messo su con i suoi fratelli, Mimmo, Giovanni, Carmelo, Salvino e Joe (l’unico nato negli States), una propria rete con 4 bakery (panetterie) dislocate per la grande città.

E il pane di Monreale oggi è un brand nella città americana. “Abbiamo registrato il marchio della nostra ditta”, spiega Matteo a Mimmo, con orgoglio, ma anche con un po’ di commozione. Si tratta di “Monreale Bread Co.”. Nel logo, sullo sfondo, è riprodotta la sagoma del Duomo di Monreale. 

“Per noi è motivo di grande vanto” racconta Vittorino, che ha avuto modo di visitare la fabbrica. Nel suo breve reportage descrive alcuni momenti della produzione del pane, fino al suo confezionamento. “Mi ha fatto piacere conoscere questa realtà, dove sembra di essere in Italia. Al suo interno si parla la nostra lingua, i macchinari provengono dall’Italia (sono fabbricati a Verona), ma soprattutto il pane sembra appena uscito da uno dei forni del nostro paese. Nonostante ci separino migliaia di chilometri, tra il pane rimacinato Di Fiore e quello prodotto dai panificatori monrealesi non si apprezza alcuna differenza”. 

Una piccola Monreale in terra americana. “Un’azienda che mantiene alti standard di qualità, che realizza un prodotto largamente apprezzato, e che, chiamando “Monreale bread Co.”, veicola, nelle case di migliaia di newyorkesi, il nome della nostra città. Si tratta per noi di una vetrina dall’altissimo valore promozionale”.

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