MONREALE – Si terrà giorno 7 marzo 2022 alle ore 21:00, con raduno presso la Cattedrale di Monreale, un momento di preghiera e di riflessione sulla necessità della Pace.
L’evento, organizzato dall’Arcidiocesi di Monreale di concerto col Comune di Monreale, è rivolto a tutta la popolazione che voglia prenderne parte e si articolerà di diversi momenti a partire dalla lettura della sacra scrittura fino a giungere alla lettura di alcune riflessioni di premi nobel per la pace.
Non mancheranno gli interventi dell’Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi e del sindaco Alberto Arcidiacono, che abbiamo anticipatamente ascoltato, unitamente al parroco della Cattedrale, Padre Nicola Gaglio.
RIFLESSIONI
D. A proposito di quanto sta succedendo nel mondo, ormai sconvolto dalla pandemia, dal rincaro delle bollette e ora anche dalla guerra, quale messaggio rivolgere ai cittadini monrealesi?
Padre N. Gaglio: “Il mondo è sempre stato costantemente in guerra, ci sono tante guerre dimenticate. In realtà, la prima guerra che dobbiamo vincere è in noi stessi! Dobbiamo vincere i sentimenti di odio, di prevaricazione, di mafia; dobbiamo vincere la guerra dell’esclusione con l’inclusione. Dobbiamo perseguire la cultura della giustizia, della legalità, e lottare per il bene comune. Questa è la prima guerra che dobbiamo vincere. Bisogna iniziare da se stessi per giungere alla pace.
Per natura, purtroppo, diamo sfogo ai nostri istinti e allora l’altro non è più un fratello ma qualcuno da sorpassare. Una riflessione seria e sapiente ci dice che non siamo fatti per la guerra (…)
“La guerra è una sconfitta per tutti, è una sconfitta per l’umanità. Nella guerra non ci sono vinti e vittoriosi. Gli uomini non sono fatti per farsi la guerra. La piena realizzazione di sé è l’amore, è il bene comune”.
Mons. Michele Pennisi: “La Chiesa invocando la diffusione di una cultura di pace oggi si fa portavoce di un desiderio di pace comune a tutta l’umanità. La pace è insieme dono dall’alto e frutto di un impegno condiviso. Tutti possiamo collaborare a edificare un mondo più pacifico: a partire dal proprio cuore e dalle relazioni in famiglia, nella società e con l’ambiente, fino ai rapporti fra i popoli e fra gli Stati.
Per la costruzione di una pace duratura bisogna favorire il dialogo tra le generazioni, quale base per la realizzazione di progetti condivisi; puntare sul l’educazione, come fattore di libertà, responsabilità e sviluppo. Auspico che a Monreale siano sempre più numerosi coloro che, senza far rumore, con umiltà e tenacia, si fanno giorno per giorno artigiani di pace.
(Ci riserviamo di pubblicare in seguito l’intervista integrale fatta all’Arcivescovo di Monreale)
Risponde il Sindaco di Monreale
D. Sindaco, Monreale sin dall’inizio dello scoppio della guerra in Ucraina, ha mostrato un forte spirito umanitario. Vi è stata, come più volte abbiamo sottolineato, una vera e propria gara di solidarietà. Monreale non ha smentito la propria propensione all’accoglienza.
Lei si aspettava tutto questo? In prospettiva di settimane future non facili per l’intera popolazione, non solo monrealese, vuole rivolgere un pensiero ai cittadini? Perché è importante la pace?
A.Arcidiacono: “Assolutamente si. Monreale ha più volte dimostrato quanto è capace di essere solidale e quanto una comunità come la nostra è in grado di immedesimarsi nei problemi degli altri e lo ha sempre fatto, mostrando la parte più bella del cuore di ognuno.
Quanto alla seconda domanda, saranno momenti delicati perché la guerra non ha mai dei confini e dobbiamo sempre stare attenti a come evolve.
La Pace è l’unica forma di garanzia per la libertà di ognuno di noi. Soltanto in questo modo è possibile davvero poter continuare a vivere nel rispetto di tutti gli altri. Spiegare la guerra e la morte che ne consegue è qualcosa di impensabile”.