PALERMO – Una messa celebrata nel corridoio, medici e infermieri con il berretto natalizio, una chitarra che intona arie natalizie e il primario che strimpella canzoni di Jovanotti.
Sembra trascorso un secolo da quando eravamo entrati nel reparto di pneumologia del Policlinico di Palermo. A settembre 2020, nel pieno della pandemia, con le terapie intensive al collasso, anche l’UOC di Pneumologia del Policlinico di Palermo era stata improvvisamente convertita in reparto Covid con UTIR (Unità di terapia intensiva respiratoria).

“Dobbiamo combattere il virus con comportamenti di solidarietà reciproca”, spiegava il primario, il Professore Nicola Scichilone, nel corso dell’intervista che ci aveva rilasciato.
Il medico, componente della commissione regionale per l’emergenza Covid dell’Assessorato alla Sanità della regione Sicilia, è anche Direttore della Scuola di specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università di Palermo.
In quell’occasione spiegava l’importanza di puntare sui vaccini, perché “non vaccinarsi è pura follia”.
Da circa un mese nel suo reparto si “respira” aria di normalità. Sembra un gioco di parole, dato che nelle corsie si trattano pazienti ricoverati per problemi “respiratori”, eppure oggi nel reparto di Pneumologia del Policlinico non c’è più traccia di pazienti Covid. Un segnale che fa ben sperare? Intanto medici, infermieri, operatori socio-sanitari intonano canzoni di speranza per un Natale diverso da quello 2020, quando non si riusciva a trovare il tempo, né lo stato d’animo adatto, per stappare uno spumante ed aprire un panettone.
E, come l’anno scorso, tra i sanitari dell’UOC in prima linea anche due monrealesi, Mauro Fasone e Rosario Ferreri.
Dentro il reparto Covid del Policlinico “Giaccone” di Palermo (VIDEO)




