MONREALE – Valentino Mirto ha rinunciato alla corsa a Vicepresidente della Confederazione delle Confraternite – Area Sud Italia e Sicilia. Un incarico che ricopriva dal 2017 e per il quale aveva presentato la ricandidatura. Le elezioni si terranno domani, 3 dicembre.
Mirto ha invece deciso di non correre più. La comunicazione ufficiale è giunta dal Presidente della Confederazione, un organo nazionale che riunisce tutte le Confraternite delle Diocesi d’Italia, il dott. Francesco Antonetti.
Mirto era stato sostituito al vertice della Confraternita del SS. Crocifisso in seguito ad una vicenda su presunti ammanchi che lo avevano riguardato.
Confraternita del SS. Crocifisso, ammanco di 14000 €, e il caso rischia di arrivare a Roma
Numerosi confrati avevano dato mandato all’avvocato Francesco Troia di presentare un esposto all’Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, per chiedere di fare luce sulla vicenda.
E il 15 ottobre Mons. Michele Pennisi aveva deciso di commissariare la Confraternita, “considerata la complessa e delicata situazione che si trova ad attraversare la confraternita del SS. Crocifisso in Monreale, valutate le gravi motivazioni emerse in seno alla Confraternita, volendo avviare un serio cammino di comunione ecclesiale”. L’arcivescovo aveva quindi nominato Don Ferdinando Toia commissario, sospendendo dal loro incarico gli organi dirigenziali, cioè il presidente e i cinque membri del consiglio direttivo.
In una nota inviata alla stampa, l’Arcivescovo aveva specificato – diversamente da come riferito da nostre fonti – di non avere dato alcun nulla osta per eventuali candidature a livello di Federazione Nazionale, “poiché lo Statuto della Federazione Nazionale delle Confraternite non lo prevede”.
“A questo punto si conclude il mio mandato”, spiega l’avvocato Troia. Gli ammanchi sono rientrati e quanto richiestomi dai confrati, cioè la rinuncia di Mirto alla candidatura a livello nazionale, mi è stata confermata”.
“È giunto il momento di fare un passo avanti ed impostare un cammino associativo più incisivo e credibile al dettato evangelico, rimuovendo le residue incrostazioni mentali che bloccano le aspirazioni di cambiamento”, spiegava don Toia ai confrati al momento del suo insediamento.