Randagismo, FI: “Il terreno per il rifugio dei cani c’è, era stato individuato con il sindaco”

Vittorino e Terzo replicano a Naimi: “L’assessore Naimi non conosce i fatti"

MONREALE – È una lettera al vetriolo quella inviataci dal gruppo consiliare di Forza Italia sulla questione randagismo a Monreale. Una nota che i consiglieri Mimmo Vittorino e Silvio Terzo hanno scritto in risposta all’intervista che ieri avevamo rivolto all’assessore Naimi.

Al centro della questione la (in)disponibilità per il comune di un terreno confiscato alla mafia da utilizzare per la costruzione di un rifugio, attraverso l’adesione ad un bando di finanziamento regionale.

I consiglieri avevano accusato il comune di non avere goduto del finanziamento messo a bando (VEDI ARTICOLO), quando l’assessore aveva risposto che mancava il requisito principale per aderire al bando stesso, il possesso del terreno.

“Ci rincresce sapere che un Assessore delegato dell’attuale Amministrazione comunale ignori la realtà dei fatti producendo al contempo repliche con contenuti discutibili e di dubbia attendibilità – replicano oggi i due forzasti – È evidente che l’assessore sia all’oscuro dell’attività di collaborazione avviata tra il nostro gruppo consiliare, il deputato Mario Caputo e il sindaco Alberto Arcidiacono nel novembre 2020. Senza timore di smentita, ci sentiamo in dovere di fare chiarezza sulla vicenda.

Il bene in questione è un terreno individuato e indicato dal primo cittadino il quale, oltre a fornire la documentazione necessaria in sede di valutazione, ha messo a disposizione  dei sottoscritti e dell’On. Caputo il commissario capo della Polizia Municipale Antonio Grippi, l’ex assessore delegato Nicola Taibi e il personale della Protezione civile in occasione dei diversi sopralluoghi effettuati insieme al presidente del Caa Sicilia Salvatore Libero Barone.

Dalla documentazione acquisita – continuano i consiglieri azzurri – ci risulta che le particelle dell’area oggetto d’intervento, site a Monreale e non a San Giuseppe Jato, sede dei fabbricati, siano state assegnate al Consorzio Sviluppo e Legalità da parte del Comune che, a sua volta, avrebbe destinato l’area alla cooperativa ‘Pio La Torre’ per scopi sociali nell’attesa di un finanziamento mai erogato, nonostante l’iter del progetto sia stato già attivato. Una condizione, questa, risolvibile attraverso la riacquisizione al patrimonio comunale del bene”.

“Evidentemente – dichiarano con sarcasmo – erano ben altre le priorità dell’amministrazione comunale tenuto conto che in fase di analisi e nei mesi a seguire, nessuno dei componenti di maggioranza del Governo locale ci ha mai comunicato tali complessità. Tuttavia, a seguito della pubblicazione in GU e dopo aver dato notizia del bando, sempre attraverso gli organi d’informazione da cui è possibile verificare ogni dichiarazione, lo scorso maggio, abbiamo appreso dal presidente del Consiglio comunale che l’Amministrazione stava già lavorando su un progetto per la realizzazione di un rifugio che, verosimilmente, non è mai stato portato a termine per via della negligenza e della incapacità amministrativa: una condotta che ha dunque determinato l’esclusione di Monreale dalla graduatoria dei finanziamenti”.

I consiglieri polemizzano anche con una considerazione fatta dall’assessore Naimi, che spiegava come il comune non si trova al momento nella condizione di finanziare un servizio di gestione del canile esternalizzato, per cui sarebbe necessario un bando di finanziamento che ne coprisse anche i costi di gestione.   

“È fuori da ogni logica attendere un bando che ‘contempli non solo la costruzione ma anche la gestione della struttura’. Non possiamo permetterci di perdere altre occasioni. L’Assessore – chiedono Vittorino e Terzo – è a conoscenza del fatto che sarebbe bastato presentare anche soltanto uno studio di fattibilità? Ha preso visione delle visure catastali? Tuttavia, a scanso di equivoci, ci preme sottolineare che la consegna del progetto redatto dallo studio ‘Officine Tecniche AZ’ all’Amministrazione mediante ufficio protocollo il giorno 28 giugno, fuori dai tempi stabiliti dall’avviso pubblico, è stato un atto caratterizzato dalla volontà collaborativa essendo l’elaborato riproponibile in altre aree del Comune di Monreale, tra i più vasti territori su scala nazionale, conformi al tipo d’intervento. 

Col senso istituzionale che da sempre ci contraddistingue, è nostra intenzione allontanare il dibattito da ogni polemica disponendo, ancora una volta, disponibilità e competenza per sopperire all’arroganza egoistica del sindaco ombra il cui atteggiamento ha stabilito di fatto la perdita di un importantissimo finanziamento. L’assessore, per onestà intellettuale, non dovrebbe difendere tesi prive di fondamento per volontà altrui, né fare confusione. Ammetta piuttosto di non conoscere i fatti. Non abbiamo la necessità di ascoltare storielle. La questione randagismo è un tema serio che merita più di una riflessione. Invitiamo pertanto l’assessore Naimi – concludono – ad acquisire le giuste informazioni onde evitare ulteriori uscite a vuoto, nel rispetto della prestigiosa carica istituzionale che ricopre e al fine di non ridicolizzare la intera amministrazione comunale come già avvenuto nel recente 2018”.

Rifugio del cane, Naimi: “Nessun finanziamento perso, mancava un requisito, il terreno disponibile”

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