Rifugio del cane, Naimi: “Nessun finanziamento perso, mancava un requisito, il terreno disponibile”

"Il terreno individuato a San Giuseppe Jato dall'on. Caputo non era stato assegnato al comune di Monreale, requisito necessario per accedere al bando"

MONREALE – Bisogna fare chiarezza, al fine di non confondere la popolazione monrealese, molto attenta alla nostra azione politica, e i tanti animalisti sensibili alla problematica del randagismo.

L’assessore Paola Naimi replica all’accusa mossa dai consiglieri di Forza Italia, Mimmo Vittorino e Silvio Terzo, sulla mancata partecipazione al bando di finanziamento per la creazione di un rifugio per cani su terreni confiscai alla mafia.

“L’ex porcilaia di contrada Cerasa, a San Giuseppe Jato – spiega l’assessore -, era stata individuata dall’onorevole Caputo quale bene confiscato alla mafia dove potere realizzare un rifugio per i cani randagi. E lo studio Zingales aveva prodotto un progetto per costruirvi il rifugio che aveva donato al comune. In un primo tempo avevo nutrito un interesse per questo terreno, tanto che mi ero recata sul posto con il Comandante Grippi della Polizia Municipale. Purtroppo le cose stavano diversamente da come ci erano state presentate” continua l’assessore. 

“In seguito ad ulteriori approfondimenti, anche svolti assieme all’assessore Sardisco (che ha la delega ai beni confiscati, ndr), abbiamo appurato che il terreno in oggetto non rientrava tra quelli nella disponibilità del comune di Monreale. Era stato assegnato già da tempo ad una cooperativa sociale, che ne avrà la disponibilità fino al 2030. 

Non era possibile per il nostro comune accedere al bando di finanziamento senza possedere il requisito principale, cioè la proprietà del bene”.

“La questione per Monreale è seria – precisa la Naimi -, tanto che sto ancora cercando un terreno adatto, così da partecipare al prossimo bando. Ma bisogna essere concreti. Il terreno deve trovarsi nelle vicinanze di Monreale, così da potere essere raggiunto con facilità dagli impiegati comunali. E trovarlo non é facile”.

Per l’assessore ci sarebbe anche un’altra difficoltà. La possibilità di accedere ad un finanziamento per la costruzione del rifugio da non gestire in house, ma da affidare a terzi, presenterebbe un altro ostacolo, quello economico. “Il comune non si trova nelle condizioni economiche di assegnare all’esterno la gestione di un rifugio per cani. Sarebbe auspicabile accedere ad un finanziamento che contempli non solo la costruzione ma anche la gestione della struttura”.

“Mi preme sottolineare un aspetto – sottolinea alla fine l’assessore -. Ammesso e non concesso, come in questo caso, che non avessimo partecipato ad un bando, l’ufficio tecnico in questi ultimi anni ha preparato numerosi progetti, che ci hanno permesso di partecipare a tanti bandi e quindi di ottenere finanziamenti a beneficio della città”.

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