Conclusa la Settimana di Musica Sacra, è tempo di bilanci

Grande successo per la kermesse musicale, ma (anche) la settimana di musica non riempie le strutture ricettive

MONREALE – La Settimana di Musica Sacra si è conclusa tra gli applausi.

La kermesse musicale, giunta alla 63ª edizione, ha confermato le aspettative. La Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, con il contributo della regione siciliana, ha organizzato una manifestazione ai più alti livelli, riuscendo a portare sul palco monrealese tra i migliori artisti del panorama internazionale, certamente attratti dalla possibilità di esibirsi all’interno di una cornice di alto pregio.

Il Duomo di Monreale conferma la sua capacità attrattiva e il suo forte potere catalizzatore su ogni genere di manifestazione, da quella musicale appena conclusasi a quella sportiva della targa Florio, da quella legata alla moda (come non ricordare la sfilata organizzata da Dolce e Gabbana), divenendo anche il tempio scelto da coppie reali desiderose di suggellare il loro amore dinanzi al Cristo Pantocratore. 

Ed ogni volta il Duomo non si è fatto trovare impreparato. In occasione della Settimana di Musica Sacra la Parrocchia di Santa Maria La Nuova ha svolto gli onori di casa, investendo, anche economicamente (basti pensare al personale utilizzato e al consumo elettrico), per garantire la fruizione del tempio in totale sicurezza.

Gli organizzatori hanno saputo allargare la proposta musicale anche ad altri importanti siti monumentali della città. La chiesa di San Castrense, la Collegiata, l’Abbazia di San Martino delle Scale, non sempre adeguatamente considerati da turisti e visitatori, sono stati scelti per alcune esibizioni musicali.

Anche l’amministrazione comunale ha cercato di preparare la città ad accogliere la manifestazione che si è svolta anche in alcuni istituti scolastici. Unica pecca la gestione del traffico che, soprattutto nel fine settimana, quando la città di sera diventa caotica e vittima dei parcheggi selvaggi, non ha impedito che anche il pullman che avrebbe riportato i musicisti a Palermo venisse bloccato dall’ennesima automobile lasciata in doppia fila, nell’area che è ormai divenuta preda della movida. 

In via Benedetto D’Acquisto, venerdì notte, è stato necessario l’intervento di una pattuglia e l’arrivo del carro attrezzi per liberare la strada e consentire la normale circolazione.

Un pullman, dicevo, che riportava i musicisti negli alberghi del capoluogo. Una ulteriore conferma di come anche questi lunghi otto giorni di concerti non siano riusciti a garantire un flusso stanziale di turisti. Le migliori strutture ricettive monrealesi ci confermano di non avere avuto alcun riscontro dalla manifestazione musicale in termini di ospiti.

Anche la Settimana di Musica Sacra, come il Festival del Cinema, il matrimonio dei reali del casato dei Borbone, le Vie dei Tesori, la Targa Florio, la tappa del Giro d’Italia, non hanno espresso quella capacità di trattenere turisti e visitatori. Questi eventi non riescono a trasformarsi in volano per l’industria del turismo che a Monreale rimane stigmatizzato dal classico “mordi e fuggi”.

Tra i gestori di Bed & Breakfast rimane ancora il bel ricordo della Gran Fondo di alcuni anni fa. Una gara ciclistica che attirò atleti (e famiglie al seguito) da tutta la Sicilia. In quel caso per alcuni giorni i posti letto a Monreale conobbero il sold out.

Una riflessione in merito va quindi fatta dall’amministrazione comunale e da chi è impegnato a fare decollare l’economia locale legata al turismo.

Ben vengano le manifestazioni che si sono densamente tenute nei mesi di settembre e di ottobre, soprattutto per la valenza culturale. Ma forse bisognerebbe guardare anche ad altre iniziative, come quelle legate alla gastronomia locale con la sua ampia offerta, o alla fruizione delle colline e delle montagne dal punto di vista naturalistico o sportivo, che potrebbero essere in grado di intercettare flussi turistici differenti. Anche perché la materia prima, nel vasto territorio monrealese, di certo non manca. 

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