Monreale e l’industria del turismo, tra eventi internazionali e operatori turistici insoddisfatti

A Monreale eventi di portata internazionale, ma con un ritorno economico modesto per il settore turistico

Il Festival del cinema italiano, il matrimonio reale del discendente dei Borbone, e poi ancora la settimana di Musica Sacra che si terrà dal 19 al 26 ottobre. Nell’arco di due mesi Monreale diventa la protagonista di tre eventi di rilevanza nazionale, se non addirittura internazionale. 

La città normanna si è trovata e si troverà ancora ad ottobre proiettata indubbiamente al centro dei riflettori mediatici oltre i confini dell’isola. Un vanto certamente per tutti quegli attori che si trovano impegnati, da anni e nonostante l’ostacolo della pandemia, nel rilancio turistico della nostra città, quale importante volano per l’economia del territorio. Ma i risultati, in tal senso, sono tutti da verificare.

Sui primi due eventi già avvenuti si sono levati pareri discordanti, soprattutto sui profili organizzativi. Ma se su questi aspetti si può pensare di migliorare, è adesso importante aprire una riflessione costruttiva per comprendere se le formule adottate siano adeguate affinché a Monreale si possa cominciare a parlare di industria del turismo. Se cioè siano state gettate le basi affinché il patrimonio monumentale/culturale/gastronomico monrealese possa generare un circolo economico virtuoso.

Perché da una indagine, che non vuole essere scientifica né esaustiva, condotta ascoltando diversi esercenti monrealesi, sembra che il riscontro economico registrato in queste due occasioni sia stato molto ridotto, se non addirittura nullo.

Se è vero che il matrimonio reale ha suscitato molto interesse, tantissima curiosità, tanto che le immagini dell’evento hanno fatto il giro del mondo (la nostra diretta sull’arrivo dei reali in cattedrale è stata seguitissima, il video ha registrato finora più di 400 mila visualizzazioni, mentre le nostre fotografie sono state richieste anche da una rivista spagnola), è anche vero che dal punto di vista commerciale non c’è stato l’esito sperato, almeno non nell’immediato. Nel lungo periodo Monreale potrebbe forse godere della ulteriore visibilità ricevuta a livello nazionale e non solo. Sarà difficile accertarlo. Ma di certo né i protagonisti dell’evento né tantomeno la lunga coda di ospiti internazionali giunta al loro seguito hanno consumato un caffè nei locali del centro, né hanno messo piede nei ristoranti o nelle strutture ricettive della città. In pratica il percorso blindato a loro riservato li ha trasformati in una meteora che, così come è apparsa, parimenti nel giro di poche ore si è dileguata.

Il Festival del cinema italiano, l’evento durato diversi giorni e sul quale ha investito direttamente l’amministrazione comunale, ha consentito a B&B, bar e ristoranti solo lievi profitti. Ma più per la permanenza in città dello staff della manifestazione che per il richiamo di turisti e visitatori che ci si sarebbe attesi vedere percorrere in lungo e in largo la nostra città perché attratti dall’importante manifestazione. Qualcosa, anche su questo evento, non ha funzionato. È stata messa in moto una macchina organizzativa alquanto impegnativa, sono state investite anche somme comunali, come quelle provenienti dalla tassa di soggiorno, senza raggiungere un risultato davvero significativo. Almeno per questa prima edizione.

La Settimana di Musica Sacra che comincerà il 17 ottobre è una kermesse musicale di altissimo livello, inserita nell’ottima proposta della FOSS. È giunta ormai alla sua 63ª edizione e quest’anno coinvolgerà numerosi siti del territorio monrealese. Si spera che una buona campagna promozionale possa spingere amanti e appassionati di musica classica ad organizzarsi per risiedere in città, evitando che anche stavolta l’imprenditoria monrealese dedita ai servizi a turisti e visitatori veda questi ultimi scorrergli dinnanzi senza alcuna possibilità di poterli intercettare.

Ma ad una settimana dal suo inizio le prenotazioni presso le strutture ricettive monrealesi languono. “Non è il genere di manifestazione che ha mai portato flussi stanziali di turisti”, spiega il titolare di una grossa struttura monrealese.

Insomma, a Monreale con la cultura non si mangia, o si mangia poco. Almeno fino ad ora.

Non è certo necessario che da concerti, presentazioni di libri, manifestazioni cinematografiche si debba trarre un profitto, perché un ritorno in termini culturali sulla società monrealese sarebbe già di per se stesso un motivo più che valido per giustificarne l’organizzazione.

Se certamente un plauso va riconosciuto ai principali attori che hanno permesso che queste manifestazioni avessero luogo nella città di Monreale, i risultati registrati devono portare i nostri amministratori a riflettere (magari insieme agli operatori del settore) sulla politica turistica che si intende portare avanti. Affinché il turismo “mordi e fuggi” possa tradursi in turismo stanziale. 

È questa la vera sfida che la politica monrealese deve sapere cogliere. Una sfida forse difficile da intraprendere ma non impossibile.

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