Assistenza igienico personale, Roccamatisi: “Necessita personale specializzato”

“Garantire il diritto allo studio comincia soprattutto dal riconoscimento dei diritti essenziali all’inclusione scolastica"

“L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità costituisce uno dei punti di forza della nostra scuola come comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, realizzano esperienze di crescita individuale e sociale per una effettiva e reale inclusione che rappresenta l’unico modo di esercitare il proprio diritto allo studio”.

La Professoressa Patrizia Roccamatisi è la dirigente dell’istituto Margherita di Navarra di Monreale. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, come altri suoi colleghi, si trova di fronte all’esigenza di garantire il diritto allo studio – purtroppo non scontato – agli alunni disabili.

“Dal punto di vista gestionale ed organizzativo, molti sono gli adempimenti cui il nostro istituto ha già dato corso in questo avvio di anno scolastico; a differenza degli anni scorsi, quasi tutti i docenti di sostegno sono stati assegnati ai nostri alunni con disabilità; sono già stati organizzati incontri formali ed informali con tutti i docenti, non solo di sostegno, per la gestione delle attività che rientrano nel nostro Piano di Inclusione.

Tale piano prevede la pianificazione gestionale, il coordinamento e lo svolgimento delle attività:  è la collaborazione di tutti i soggetti che, a vario titolo coinvolti, rappresenta il nostro punto di forza nell’attuazione del nostro Piano di Inclusione. 

Insoluta rimane però la questione dell’assistenza igienico personale degli alunni diversamente abili, soprattutto dei più gravi”.

Ieri mattina su questa testata è stato pubblicato l’appello lanciato al Presidente della Regione Nello Musumeci da una mamma di una bambina disabile, iscritta al Margherita di Navarra, che lamentava la carenza del servizio igienico personale.

“Nella nostra scuola – spiega la dirigente – quest’anno risultano iscritti 40 alunni diversamente abili di cui 18 gravissimi che necessitano di assistenza igienico sanitaria specifica. 

La mia scuola – con sedi in tre frazioni, 9 plessi, mensa e tempo normale per la scuola dell’infanzia dalle ore 8:00 alle ore 16:00, indirizzo musicale per la scuola secondaria di primo grado dalle ore 14:30 alle ore 18.30 – ha in organico pochi collaboratori scolastici, soltanto 21, che a stento riescono a garantire i normali e quotidiani servizi di vigilanza e pulizia. A loro è affidata anche la cosiddetta “assistenza di base” degli alunni con disabilità. Per assistenza di base si intende l’ausilio materiale agli alunni con disabilità all’interno della scuola, nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse. Sono comprese anche le attività di cura alla persona, uso dei servizi igienici e igiene personale dell’alunno con disabilità (Art. 47 del Ccnl 2007).  

A mio avviso, come Dirigente e genitore, so che tale assistenza non si riduce solo alla questione di “accompagnare in bagno l’alunno diversamente abile”. In una scuola inclusiva l’assistenza di base è parte fondamentale del processo di integrazione scolastica e attività interconnessa con quella educativa e didattica. Questi delicati compiti non possono che essere svolti da personale specializzato, perché ogni altra soluzione nega, di fatto, la garanzia dell’assistenza esclusiva a soggetti che, per vivere normalmente, ne hanno bisogno in ogni ambito della loro vita. 

E spontanea mi sorge una domanda: un operatore scolastico, con limitata formazione, può essere in grado di gestire e garantire assistenza a un alunno con patologie gravissime e complesse? 

E ancora: in che modo può un Dirigente Scolastico assicurare la qualità del servizio scolastico di cui è responsabile, quando la formazione e l’aggiornamento dei lavoratori della scuola è certamente un “diritto” ma non effettivamente un “dovere”? 

A luglio del 2020 ho partecipato a un tavolo tecnico presso l’Assessorato regionale alla famiglia per affrontare e dare il mio contributo alla risoluzione del problema che riguarda l’assistenza scolastica agli alunni portatori di disabilità. 

L’incontro – cui erano presenti l’Assessore Scavone, il Deputato regionale Mario Caputo, Salvatore Porrovecchio, garante per i disabili di Monreale, Marilina Munna, presidentessa del coordinamento “H”, alcuni rappresentanti sindacali e una delegazione di genitori – sembrava essersi risolto con la certezza di poter garantire la prosecuzione del servizio con il personale specializzato.

In quell’occasione, l’Assessore Scavone ha precisato che avrebbe trasferito le risorse ai Comuni e all’Anci per regolamentare in via definitiva il servizio. Tutto, però, è rimasto come prima e anche quest’anno mi sono ritrovata a interloquire col Comune, che non può farsi carico del servizio, e con i genitori che lamentano il disservizio che, di fatto, lede il diritto allo studio degli alunni con disabilità.

Sono molto vicina alla mamma di una mia alunna che ha scritto al Presidente Musumeci per rappresentare la grave situazione della figlia e di tutti gli altri alunni diversamente abili: garantire il diritto allo studio comincia soprattutto dal riconoscimento dei diritti essenziali all’inclusione scolastica.

L’assistenza igienico personale riconosciuta agli alunni con disabilità è un diritto – afferma la dirigente -, e in quanto tale va garantito, insieme a tutti gli altri supporti e sostegni, dal primo all’ultimo giorno di scuola e con continuità per tutto l’orario scolastico, per far fronte ai bisogni legati all’assistenza di base che possono presentarsi in qualunque momento durante le attività scolastiche. Solo così la scuola potrà cominciare, in condizioni di pari opportunità”.

“Caro Presidente Musumeci, mi rivolgo a Lei, io mamma di una bimba disabile”

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