Monreale, il servizio passa all’AMAP, quali i vantaggi e gli svantaggi?

Un servizio idrico più efficiente, nuovi investimenti sulle reti idriche e fognarie, a fronte di un aumento certo della bolletta

MONREALE – Il consiglio comunale si è assunto la responsabilità di prendere una decisione, quantunque impopolare. Anche il servizio idrico monrealese, e con esso le sue sorgenti, ricche e di qualità, andrà all’ATI idrica di Palermo, e quindi di fatto verrà gestito dall’AMAP.

Una scelta obbligata, imposta dalla legge regionale, sulla quale pendeva anche la prescrizione ad ottemperare da parte del Ministero dell’Interno che chiedeva alcune settimane fa al comune, “con sollecitudine”, di fronteggiare il quadro finanziario programmando una politica di bilancio improntata al perseguimento nel breve periodo di una serie di obiettivi, finalizzati a ridurre le spese. E tra questi indicava l’esternalizzazione della gestione del servizio idrico integrato.

Una scelta obbligata, quindi, ma certamente difficile da spiegare ai cittadini, specialmente dinanzi al timore, certamente fondato, di un consistente adeguamento verso l’alto delle tariffe. Con l’applicazione delle tariffe dell’ARERA si potrebbe registrare anche un aumento del 30/35% rispetto a quelle attuali.

La gestione del servizio idrico a Monreale, come anche sottolineato dal Ministero, è segnata da carenze organizzative. Una carente gestione che riguarda soprattutto le entrate del servizio che genera “di fatto un consistente accantonamento al FCDE che comprime i poteri di spesa dell’ente intaccando i livelli di servizi indispensabili”.

Le tariffe applicate a Monreale non sono ancora state adeguate a quelle stabilite dall’ARERA semplicemente perché di fatto il comune, non avendo ottemperato alla normativa di legge, non è autorizzato a farlo. 

Dinanzi un aspetto che certamente, e giustamente, preoccupa i contribuenti, quali saranno i vantaggi, nel breve e medio periodo, conseguenti al passaggio di gestione all’AMAP?
Intanto un abbattimento dell’evasione fiscale, che a Monreale si attesta ancora su valori abnormi, nonostante i tentativi degli uffici di intervenire per farla rientrare. Attualmente circa il 35% dei cittadini monrealesi – e tra questi diversi condomìni – non paga, da anni, la bolletta dell’acqua. Su circa 2 milioni di euro di fatturazione annuale si registra un mancato incasso di circa 700 mila euro. L’intervento del nuovo gestore, con molta probabilità, sarà più “incisivo” nel recupero dell’evasione.

Ma soprattutto sarà la rete idrica, oggi fatiscente, a beneficiarne. Oggi il comune, a causa della mancanza di risorse, economiche e di personale, si occupa solamente di interventi di manutenzione per tamponare le numerose emergenze che quotidianamente sorgono, ma si trova nella incapacità di effettuare manutenzioni straordinarie o di investire sull’ammodernamento delle reti o sulla costruzione di nuove condotte, idriche e fognarie.

I singoli comuni, tra l’altro, non possono neanche accedere ai bandi di finanziamento, previsti solamente per consorzi o ATI.

Con la nuova gestione l’AMAP sarà chiamata ad intervenire, e ne avrà la forza, per migliorare sensibilmente la qualità del servizio fornito alla nostra città.

Si poteva fare di meglio? Come spiegato ieri in aula dall’assessore Geppino Pupella il comune non possiede due delle tre condizioni necessarie per mantenere la gestione del servizio in house, cioè per fare scattare la clausola di salvaguardia. Se è vero che Monreale possiede sorgenti di pregio (che andranno all’ATI), non gode di una rete idrica efficiente né di un sistema di depurazione efficiente.

L’altra strada, quella di creare dei consorzi di comuni – come ha anche spiegato il capogruppo del “Mosaico”, Fabrizio Lo Verso – andava perseguita negli anni passati. 

Oggi, alzare gli scudi contro il passaggio del servizio all’AMAP, si riduce a mera speculazione politica per fare facile leva su un sentimento che coinvolge tantissimi cittadini.

Monreale, il consiglio comunale ha deciso, l’acqua passa all’AMAP

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