Senza il Mosaico salta la maggioranza, quanto questo preoccupa Arcidiacono?

Sulla questione cimitero Arcidiacono ha dimostrato di potere fare a meno del Mosaico

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MONREALE – La foto in copertina appare un po’ ingiallita. La separazione (se si arriverà al divorzio si vedrà) tra il Mosaico e il primo cittadino di Monreale era nell’aria. La notizia battuta ieri sulla consegna delle deleghe al sindaco non ha colto di sorpresa i tanti addetti ai lavori, era solamente questione di tempo. E l’intervista rilasciata dal capogruppo della Nostra Terra su questa testata è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Così come le posizioni divergenti tra il Mosaico e il resto dell’amministrazione sulla questione cimitero rappresentano solo la cartina di tornasole di un progetto politico portato avanti insieme con estrema difficoltà e tanto logorio.

In più occasioni il Mosaico ha espresso il proprio disagio per essere stato mantenuto ai margini delle decisioni di maggioranza, per non ricevere la giusta considerazione da parte del sindaco che avrebbe mostrato di essere sbilanciato verso altre forze di governo. Forse verso quelle che hanno una visione molto più allineata a quella del primo cittadino, ritenuto colpevole di non avere richiamato Mannino ad un comportamento più corretto nei confronti degli alleati.

A chi è attento osservatore delle dinamiche politiche monrealesi non può essere sfuggito come l’uscita pubblica di Mannino sia avvenuta in un momento ben preciso, all’indomani del braccio di ferro in consiglio comunale. In quell’occasione Arcidiacono è riuscito a sconfiggere l’opposizione, anche quella interna alla maggioranza, il Mosaico appunto. Ha incassato un risultato su un progetto sul quale aveva puntato molto, e sul quale il Mosaico in questi mesi si era battuto con i denti, ma per affossarlo.

Un passaggio dal significato politico importantissimo. Arcidiacono ha dimostrato agli alleati di potere fare a meno in aula del loro sostegno. E la stoccata di Mannino (difficile pensare che non sia stata concordata con il sindaco) è stata solo l’ultimo avvertimento. O l’ennesimo, dato che giunge a poca distanza da quello espresso nel corso dell’ultimo incontro di maggioranza, avvenuto giusto una settimana prima della seduta di consiglio comunale che avrebbe portato all’approvazione del progetto cimiteriale. Già allora Mannino aveva chiesto al Mosaico, se non proprio un allineamento alle scelte delle altre forze di governo, almeno l’assunzione di posizioni meno rigide, più morbide, e soprattutto una minore esposizione mediatica sulle divergenze. Mannino era arrivato addirittura a mettere a disposizione del Mosaico una poltrona in giunta.

Sul cimitero il movimento ha invece continuato sul solco già segnato, dimostrando di non farne una questione di poltrone. E l’uscita di ieri ne è stata la conferma. 

Alla fine, sulla posizione di chi all’interno del movimento avrebbe inghiottito l’ennesimo boccone amaro, pur di rimanere alla guida della città ed incidere meglio sulla sua rinascita, ha prevalso la posizione di coloro che hanno chiesto al sindaco di assumere un gesto di forte e decisiva discontinuità con la passata gestione della squadra di governo.

Cosa accadrà domani? Arcidiacono presenterà delle scuse per il “comportamento” di Mannino? Improbabile. Chiederà alle parti di sotterrare l’ascia di guerra per puntare insieme sulla riqualificazione della città? Possibile. Basterà al Mosaico? Difficile pensarlo. 

Con il Mosaico fuori dalla maggioranza il sindaco potrebbe contare sull’appoggio di 11 consiglieri comunali su 24. Per arrivare alla maggioranza assoluta di 13 consiglieri, o quantomeno per riuscire ad ottenere saltuarie stampelle in aula, non dovrebbe avere grossi problemi. L’ha dimostrato. E comunque all’orizzonte non ci sono questioni importanti da dibattere in consiglio.

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