Tra pandemia, terrorismo psicologico e perdita della speranza, proviamo ad accettare con serenità questo momento

Noi Monrealesi dobbiamo essere coesi, solidali, partecipativi

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La redazione di Filodiretto mi ha contattata invitandomi a pubblicare sulle loro pagine un mio intervento sulla Pandemia. Ho accolto l’invito del direttore perché sento davvero il bisogno di confrontarmi con la mia comunità. Vi sottopongo in queste righe libere da condizionamenti ciò che sento e provo e credo che sia un sentire condiviso.

Osservo, ascolto, leggo come voi, siamo tutti dentro questo calderone in ebollizione e abbiamo paura di rimanere bruciati.  La situazione nell’ultimo periodo post vacanziero sembra che stia sfuggendo di mano.

Confusione sui dati del contagio, poca chiarezza da parte dei virologi sull’andamento della pandemia con consequenziali dichiarazioni sulla inefficacia del virus in estate con le alte temperature (a luglio il virus era stato dichiarato sconfitto da alcuni luminari). Apertura totale e via libera a discoteche, palestre e divertimento. Poi a settembre una retromarcia che gridava alla recrudescenza dei contagi.

La TV ci atterrisce con immagini di morte nelle terapie intensive, reparti ultra affollati e parenti davanti i nosocomi che da giorni dormono in macchina per avere notizie dei loro congiunti ricoverati.

Sono immagini reali, la situazione in Italia così come in diverse parti del mondo segna un aumento dei contagi e con questa impennata si registrano tutte le problematiche che ne conseguono.

È corretto informare la popolazione degli eventi anche se nefasti ma su un palinsesto giornaliero ritroviamo in quasi tutti i canali continui aggiornamenti su morti e contagi, sono pochi i programmi d’evasione, forse fanno meno audience? Un continuo terrorismo psicologico finisce per prostrarci. Avvertiamo la paura e di conseguenza attiviamo tutti quei meccanismi che vengono prodotti nei momenti di stress e di ansia, il cortisolo affluisce a fiumi e il cuore batte forte e le notti non ristorano, il buio ci impensierisce ancora di più.

Questo terrore ci rende vulnerabili e sentendo minata la nostra serenità cominciamo a difenderci da tutto e da tutti senza però comprendere chi è il vero nemico.

La confusione sfuoca la realtà e rende difficile la messa a fuoco, si comincia a sparare all’impazzata in un tutto contro tutti.

Ciò che vorrei farvi giungere è un invito alla presa di coscienza del problema coronavirus con la consequenziale accettazione delle regole imposte dai sanitari. Usare la mascherina, disinfettare e lavare spesso le mani e mantenere le distanze si può fare e si deve fare. Non facciamoci fagocitare, però, dalla paura che degenera nella perdita della speranza, nell’accusa continua nei confronti degli altri che diventano nell’immaginario della paura collettiva, untori, appestati da perseguire e perseguitare.

Dobbiamo imparare a convivere con questo imprevedibile virus che ha stravolto le nostre vite, le nostre abitudini, i nostri progetti. Chiusure, limiti, no questo e no quello ai quali non siamo abituati, ai quali vorremmo ribellarci, ma a cosa serve urlare e protestare se non a disperdere le nostre preziose energie? Contro chi dobbiamo inveire se è un dovere indossare una mascherina (e non sul gomito e non sotto il naso) per proteggerci, se non possiamo più riunirci, se non è più possibile fare festa. Perché non accettare con serenità questo momento e cercare di ritrovare ciò che ci può fare star bene? Sappiamo che ci sono casi e casi e non si può fare a meno di ricordare chi ha perso un congiunto o un amico a causa del virus, c’è chi lotta per la guarigione e chi per la sopravvivenza a causa della chiusura delle attività, per la perdita del posto di lavoro. Nonostante la situazione non sia rosea non dobbiamo permettere a tutti noi di gettare la spugna.

Il continuato allarme psicologico provoca una perdita di energie ma queste energie a noi ancora servono, sono la riserva positiva per affrontare gli ostacoli che ancora ci tengono distanti dalla meta. È nostro dovere non disperdere le nostre risorse positive, non possiamo sprecarle in sproloqui sui social contro i nostri concittadini…homo homini lupus si scontra con le mani che devono tenere strette le altre per non fare cadere nessuno. Ognuno di noi è una risorsa, ognuno di noi è prezioso ed è investito di un ruolo importante nella società. Ciascuno dia il proprio contributo nella ricchezza della gratuità del dono. Dobbiamo guerreggiare tutti insieme per la sconfitta della pandemia.

Noi Monrealesi dobbiamo essere coesi, solidali, partecipativi.

Mi rivolgo ora ai giovani. Tanti di voi hanno disapprovato le nuove norme, quelle che non permettono la movida, il contatto ravvicinato, il divertimento nei locali notturni, e si è ritrovato a dimostrare il proprio coraggio infrangendo proprio quelle norme scomode. Il coraggio, a volte, non è quello che è visibile agli occhi, viene confuso con la goliardia, con gli atti estremi. Il coraggio dimostra tutta la sua forza quando si mettono in campo tutti quei comportamenti che preservano la preziosità della vita.

Durante la guerra è coraggioso chi salva gli ostaggi, chi protegge i perseguitati, chi disinnesca gli ordigni e non chi con azioni plateali produce disastri come il kamikaze. Ogni nostra uscita pubblica senza le dovute precauzioni è una possibilità di portare ad altri esseri umani il virus, molti soggetti fragili non hanno la forza necessaria per combatterlo e finiscono per arrendersi sul campo di battaglia. Ragazzi tenete duro, anche noi più grandi ce la stiamo mettendo tutta. Festeggeremo e lo faremo se le morti diminuiscono, se i malati guariscono e se le attività commerciali continuano a lavorare. Più siamo coesi in questa lotta che ci vuole responsabili e coraggiosi, maggiore sarà la velocità in cui noi viaggeremo fuori da questo maledetto tunnel. Ogni male conduce sempre e comunque a un bene più grande e noi abitanti di un paese dalla Cattedrale tutta d’oro non possiamo smarrire la via, cerchiamo sempre la luce oltre le tenebre.

1 Commento
  1. LUIGI MIRTO scrive

    Complimenti Mariella Sapienza per l’oculata recensione ed esamine del comune problema che ci affligge dall’inizio di quest’anno. Purtroppo l’intera popolazione viene spesso o sempre sviata ed indirizzata a credere ai numerosi dibattiti che i media ci propinano, ai telegiornali, i social etccc. Alcuni parlano di soluzioni facili e risolutivi in brevissimo tempo, altri drammatizzano le prospettive altri ancora che non esiste nulla di tutto questo e che si tratta di manovre oscure di chi ci governa. Questo comporta malumore e il cattivo orientamento degli ascoltatori che si vengono a trovare alla fine di un incrocio con infinite possibilità decisionali personali giuste o sbagliate che possano essere. Quindi l’interpretazione del modo di agire o di fare diventa strettamente personale e non credo sia da imputare al singolo cittadino ma da cosa ci inculcano continuamente, giornalmente ed in ogni istante. Poi non parliamo dell’aspetto disastroso economico che tutte le categorie dei lavoratori stanno attraversando, tutto ciò comporta alla disobbedienza delle regole che Lo stato cerca di farci accettare con i numerosissimi DPCM emanati e che spesso contraddicono gli stessi precedenti. Speriamo che il tutto si risolva nel tempo più breve possibile perché ci stiamo avviando verso un disastro di immane proporzioni. Cordiali Saluti Luigi

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