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Civico, deceduta un’altra donna monrealese per Covid19: “Morta da sola, senza il conforto di un parente”

Due donne trasferite dalla casa famiglia di Monreale al centro Covid del Civico, una è deceduta ieri sera, l'altra versa in condizioni gravi

MONREALE – Si aggrava la situazione intorno al focolaio da Covid19 scoppiato nella casa famiglia per anziani “Benessere e Vita” del territorio di Monreale. Dopo l’articolo che abbiamo pubblicato questa mattina sono giunte in redazione alcune segnalazioni di altri familiari.

Al momento, all’interno della struttura vi sono in tutto 8 ospiti risultati positivi al primo tampone. “Stanno abbastanza bene”, dichiarava il responsabile del centro, Simone la Barbera.

Differente invece la situazione per due donne che sono state prelevate dalla casa famiglia in ambulanza e ricoverate tra martedì e mercoledì presso il centro covid dell’ospedale Civico di Palermo.

S. G., un’anziana donna di 84 anni, risultata positiva, è stata trasferita d’urgenza martedì scorso. Le condizioni sono apparse subito gravissime. A raccontarlo è la figlia, F. G.: “La mamma era stata trasferita da una clinica palermitana alla casa famiglia monrealese il 2 novembre. Il tampone era risultato negativo, ma era molto debilitata, mangiava poca, soffriva di una grave insufficienza renale. In seguito al decesso di un uomo avvenuto lunedì nella struttura, anche a lei era stato fatto il tampone. Era risultato positivo. Mercoledì il suo quadro clinico si era aggravato ed era stata trasferita al reparto Covid. È stata mantenuta in isolamento, non abbiamo potuto vederla, ma ci avevano preannunciato che ci sarebbero state poche speranze do salvarla. Non mangiava più. Ed infatti ieri sera è giunta la telefonata dall’ospedale. Mia madre è morta. Ci è stato detto che oltre all’insufficienza renale aveva contratto un’infezione da polmonite causata dal covid. È stata messa all’interno di un sacco e portata alla camera mortuaria. La cosa più brutta, e che ciò addolora, è che morta da sola, senza il conforto di un parente”.

“Non credo che si possa imputare una responsabilità alla casa famiglia – tiene a precisare F. G. – né al titolare. Sono brave persone che hanno adottato le precauzioni necessarie. Probabilmente questo triste esito era inevitabile”.

Lotta invece tra la vita e la morte un’altra donna, fino a pochi giorni fa ospite presso la stessa casa famiglia. S. G. C., 77 anni, cardiopatica. “È stata trasferita all’ospedale Civico martedì – racconta la nipote -. Aveva la saturazione del sangue troppo bassa. La situazione appare disperata”.

La donna era ospite da circa due anni presso la casa famiglia monrealese. “Da più di una settimana la potevamo vedere solamente da dietro un vetro, era stato vietato il contatto per ridurre il rischio di contagio. Ma ormai siamo pronti al peggio”.

“Abbiamo fatto il possibile per aiutare queste famiglie – racconta Simone La Barbera -, già prima che si verificassero i casi di contagio da covid le due donne erano in uno stato clinico molto grave”.

La Barbera è affranto per quanto sta accadendo, ma è certo di avere adottato tutte le misure previste per evitare che il covid potesse entrare nella sua struttura. “Siamo sottoposti a continui controlli da parte dell’ASP e dei Carabinieri. Non è mai stata trovata alcuna anomalia, ci hanno sempre fatto i complimenti. Ma anche le famiglie dei nostri ospiti, alcuni dei quali soggiornano qui da anni, ci hanno sempre apprezzato per la qualità della gestione”.

Anche sui social sono diversi i commenti positivi sulla qualità del servizio prestato presso la casa famiglia “Benessere e Vita”. Opera da circa 7 anni, e in tanti hanno avuto in passato o hanno tuttora un genitore, uno zio, un parente, preso in cura all’interno della struttura. “Siamo i primi a soffrirne

 

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