Lauricella (Basile-D’Aleo): “Una prova difficilissima, ma le difficoltà possono essere motivo di arricchimento”

"La scuola è presenza, è relazione, è interazione, ma adesso l’obiettivo principale è tutelare la salute di tutti"

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MONREALE – La nuova ordinanza del Presidente della Regione Nello Musumeci, la n.51, introduce alcune nuove misure restrittive contro il contagio da Coronavirus. In particolare viene sospesa da lunedì 26 ottobre l’attività didattica in presenza per le scuole superiori e il contestuale avvio della didattica a distanza. 

Sull’argomento abbiamo intervistato la professoressa Loredana Lauricella, Dirigente scolastica di uno dell’istituto d’istruzione superiore Basile-D’Aleo, uno dei più importanti del territorio monrealese.

D: Professoressa, come avete accolto le novità introdotte dall’ordinanza regionale odierna?

R: In realtà avevo già deciso, di concerto con il Sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, di attivare la didattica a distanza per i nostri alunni per tutta la prossima settimana a causa di alcuni casi di positività al virus che abbiamo registrato nel plesso Basile. Grazie al rapporto di grande stima e collaborazione che si è creato con il primo cittadino, si era trovata una soluzione adatta alla situazione anticipando le disposizioni del Presidente Musumeci. Per fortuna si è creato un rapporto di grande stima e collaborazione con il Sindaco che mi ha sostenuta e non mi ha fatto sentire sola in un momento difficile come quello che stiamo vivendo. Mi sono insediata da poco ma fin da subito ho trovato grande supporto e condivisione. 

Ritornando alla questione della didattica, da lunedì dunque le lezioni verranno svolte a distanza anche per monitorare l’andamento epidemiologico della scuola ma anche della comunità monrealese tutta. L’obiettivo comune, ovviamente, è arrestare l’andamento del virus e salvaguardare la salute degli studenti e di tutta la comunità scolastica.

D: Come avete gestito fino ad ora l’organizzazione della didattica?

R: Dall’inizio dell’anno il plesso Basile ha sempre svolto le lezioni attraverso l’utilizzo della didattica digitale integrata: un tipo di organizzazione per cui ogni classe è stata divisa in 2 gruppi di cui uno in presenza e uno, in contemporanea, a distanza in modalità sincrona. I docenti hanno avuto così la possibilità di svolgere le proprie lezioni con la classe al completo, ma nello stesso tempo mantenendo il distanziamento e rispettando tutte le norme di sicurezza previste dal protocollo nazionale e dell’istituto.

D: Quanti casi di positività avete accertato fino ad adesso?

R: In Istituto abbiamo avuto conferma di qualche caso di positività ma i numeri definitivi non li conosco con certezza. Purtroppo però so che la nostra scuola non è un caso isolato ma in quasi ogni scuola di Palermo e della regione ci sono casi di positività. Continuiamo comunque a monitorare la situazione costantemente.

D: Dovranno essere messi in quarantena tutti i soggetti che sono stati in contatto con i casi positivi?

R: Questo non è di competenza della scuola ma del Dipartimento di Prevenzione che, nel momento in cui riceve comunicazione da parte del medico di famiglia, attiva tutte le procedure del caso. Noi Dirigenti scolastici inoltre non appena veniamo a sapere di un caso di positività ne diamo comunicazione immediata, a nostra volta, al Dipartimento che mette in isolamento domiciliare fiduciario tutta la classe. 

D: Che difficoltà avete riscontrato in questo primo mese appena trascorso di scuola? Siete riusciti ad applicare tutto ciò che avevate organizzato nei mesi precedenti?

R: Siamo riusciti ad attuare tutto quanto previsto anche grazie al lavoro costante e alla dedizione dei docenti. La difficoltà sta nel fatto che nel momento in cui si riscontra un caso di positività all’interno di una scuola si cercano di attribuire responsabilità alla scuola stessa ma, trattandosi di ragazzi che vanno dai 14 ai 19 anni, la scuola può garantire la sicurezza solo fino a quando sono in istituto; non sappiamo se i ragazzi si attengono realmente alle misure di sicurezza stabilite non appena varcano il cancello della scuola.

Un elemento di criticità che dovrebbe essere superato inoltre riguarda i trasporti. Noi, come anche altre scuole, abbiamo ragazzi pendolari che vengono da San Cipirello o da altri paesi del territorio. Quello dei trasporti è un anello debole di tutta l’organizzazione anticovid.

D: Cosa significa per voi non potere incontrare i ragazzi e cosa significa per i ragazzi non potersi incontrare fra loro?

R: La scuola prima di ogni cosa è presenza, è relazione, è interazione tra docenti e alunni e tra alunni e alunni, ma stiamo vivendo un momento di grande difficoltà a livello nazionale ed internazionale e adesso l’obiettivo principale è tutelare la salute di tutti. Da parte nostra stiamo cercando di fare il possibile per conciliare il diritto alla salute con il diritto allo studio. Devo dire poi che nel nostro istituto c’è grande attenzione per la comunicazione con gli alunni e con le famiglie, martedì scorso ho incontrato i genitori degli alunni dell’intero plesso Basile per dare loro informazioni e per evitare che si diffondessero notizie false o ingigantite oltre che ovviamente per sentire la loro voce e registrare le loro esigenze. Abbiamo di fatto lo stesso obiettivo, ovvero la crescita umana e culturale dei ragazzi e la tutela della loro salute, oltre che ovviamente quella di tutta la comunità.

D: Che tipo di aiuti vorreste da parte delle istituzioni?

R: Di sicuro c’è uno stato di sofferenza dei Dipartimenti di Prevenzione e del Settore Sanitario: nei giorni scorsi ad esempio la risposta da parte del Dipartimento alle nostre comunicazioni arrivava solo dopo alcune giornate. Da un lato lo capisco perché i contagi nelle scuole si stanno diffondendo a macchia d’olio, ma sono convinta che vada rafforzato al più presto questo settore.

Altra cosa che mi sta molto a cuore è l’aiuto da parte dei genitori nella sensibilizzazione dei ragazzi all’uso della mascherina e al rispetto delle regole di distanziamento. La scuola certamente fa la sua parte, ma è necessaria la collaborazione della famiglia. Le norme di sicurezza non bastano se il pomeriggio o la sera i ragazzi escono, si incontrano e provocano assembramenti. Questo è uno dei motivi per cui nella città di Palermo, nel tentativo di arrestare questa ondata di contagi, è stata emanata un’ordinanza secondo la quale nel week-end le zone dove generalmente avviene la movida non potranno essere più frequentate da nessuno.

D: Che insegnamento possiamo trarre da quanto sta accadendo?

R: Ritengo che in questo momento storico tutti siamo chiamati ad affrontare una prova difficilissima ma sono anche convinta che le difficoltà possono essere motivo di arricchimento. Questa è un’esperienza difficile per tutti, per noi adulti che siamo persone già strutturate ma ancora per gli adolescenti, ma allo stesso tempo può essere uno strumento per capire quali sono i veri valori della vita e ciò che veramente è importante. È un’occasione per capire quanto siano importanti i rapporti, siano essi familiari, di amicizia o di altro genere. È un’occasione per fermarsi un attimo a pensare a ciò che realmente vale nella vita senza farsi travolgere dal ritmo frenetico della quotidianità.

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