Un bambino si getta dal balcone di casa spinto da un gioco online: torna la paura tra i genitori 

Dopo la Blue Whale, un altro gioco spinge i bambini al suicidio, l’intervista al sociologo, il Prof. Pira

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Il tema era stato attenzionato e discusso per i fatti di cronaca legati alla Blue Whale, poi non se ne era più parlato. Adesso un nuovo gioco che spinge i bambini al suicidio. Ne parliamo con il Prof. Francesco Pira, sociologo ed esperto in fenomeni di comunicazione online.

Qualche giorno fa, in uno dei quartieri della Napoli “bene”, un bambino di appena undici anni, sportivo e ben integrato, figlio di due professionisti, impegnati anche nel sociale, si è lanciato dal balcone della sua casa e ha perso la vita. Dalle prime risultanze delle indagini pare che sia stato “spinto” da uno dei tanti giochi online che girano anche sui più comuni social network. 

Un bambino si getta dal balcone di casa spinto da un gioco online: torna la paura tra i genitori

Un bambino si getta dal balcone di casa spinto da un gioco online: torna la paura tra i genitori

Publiée par FiloDiretto Monreale sur Lundi 5 octobre 2020

Qualche tempo fa la tristemente famosa Blue Whale aveva destato paura e preoccupazione tra i genitori di ragazzi e ragazzini di tutto il mondo, anche se il nostro paese era stato appena sfiorato dal fenomeno (pare ci siano stati “solo” una sessantina di casi in tutta Italia). Poi tutto è caduto nel dimenticatoio e come purtroppo spesso succede, dopo la prima attenzione mediatica dovuta ai casi di cronaca (se ne erano occupate anche Le Iene, il famoso programma di Italia1), i riflettori si sono spenti senza che sia stata trovata una reale soluzione al problema. E adesso si torna a piangere e a preoccuparsi per i pericoli e le insidie che nascono dal web. 

Questa volta il nome è cambiato ma la sostanza rimane sempre la stessa: Jonathan Galindo, questo il nome scelto per aggirare le barriere che la polizia postale aveva posto mesi fa contro la Blue Whale. Un personaggio inquietante che ricorda nelle fattezze Pippo della Disney ma con qualcosa di sinistro e terribile che adesca i bambini in età preadolescenziale, chiedendo loro l’amicizia su Facebook, Instagram e Tik Tok, spingendoli poi al suicidio. 

“Forse una nuova forma di nazismo che riposiziona la società eliminando tutte le persone deboli e lasciando le persone forti, come già accaduto con Blue Whale – ci svela il prof. Francesco Pira, sociologo della comunicazione e docente all’università degli Studi di Messina – Si fa leva sulla fragilità degli adolescenti che hanno tutto in termini quantitativi ma pochissimo in termini qualitativi”.

E rivolge un appello ai genitori e agli educatori di bambini e ragazzi: “Più controllo sull’utilizzo della rete da parte dei minorenni e soprattutto la rielaborazione dei processi educativi di scuola, famiglia, del mondo dello sport, dell’associazionismo affinché si possano recuperare quei valori forti che sono stati persi per strada”.

“Ma soprattutto – conclude – prendetevi del tempo e ascoltate i vostri figli.” 

Nel video l’intervista al prof. Pira con tutti i consigli utili per affrontare questi nemici semi-invisibili. 

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