L’emergenza pandemica causata dalla diffusione del Covid-19, ha reso necessaria e tempestiva la sospensione didattica presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di contenere quanto più possibile il fortissimo rischio di contagio che la frequenza presso le strutture scolastiche avrebbe determinato. La gestione dell’emergenza ha reso necessario il ricorso alla cosiddetta didattica a distanza: una metodologia formativa, oggi adottata obbligatoriamente con Decreto del Ministero dell’istruzione del 6 aprile, volta a dare continuità ai programmi scolastici e al percorso educativo intrapreso dai ragazzi e dalle ragazze.
Con l’ausilio di strumenti tecnologici e informatici e l’adesione a piattaforme multimediali dotate di applicazioni interattive, la formazione offerta da tutti i docenti del nostro Paese si è faticosamente avvalsa di dispositivi audio e video, attraverso i quali si è cercato di costruire, seppur artificialmente, un più verosimile ed accogliente ambiente classe; la formazione si è così avvalsa pertanto di lezioni, compiti e verifiche assegnati on-line, registrazioni e dirette audio e video, predisposti grazie al lavoro intenso e puntuale degli insegnanti per essere caricati prontamente nelle piattaforme di condivisione adottate. Questa sperimentazione del cosiddetto e-learning ha comportato una forma di stress, che si è manifestata sin dalle prime fasi dell’implementazione della didattica a distanza, e che ha colpito alunni e docenti; questi ultimi in particolare hanno dovuto acquisire strumenti e metodologie informatiche nel più breve tempo possibile ed in maniera contingente all’emergenza sanitaria già vissuta soggettivamente, esperendo una forma di logorio psicofisico non indifferente, in alcuni casi tendente all’inevitabile rischio di burn-out.
Nonostante il disorientamento comune e i disagi sperimentati, la didattica a distanza ha così consentito agli alunni di incontrare almeno virtualmente i propri compagni e professori, mantenendo una seppur parziale stabilità nel legame costruito all’interno del gruppo classe.
Tuttavia innegabili sono gli svantaggi che presenta la didattica on-line
Tuttavia innegabili sono gli svantaggi che presenta la didattica on-line: occorre sottolineare in primis come si sia inevitabilmente appiattita la dimensione della interazione tra docenti e studenti, ritrovandosi improvvisamente privi di elementi fondamentali quali il contatto umano, la comunicazione diretta, la gestualità ed il riscontro intersoggettivo fisico ed emotivo, caratteristiche assolutamente fondanti ed indispensabili nel passaggio di trasmissione del sapere e nei processi di acquisizione dell’informazione e comprensione implicati nell’apprendimento.
Tali inconvenienti rappresentano inoltre una serie di barriere alla realizzazione ed al mantenimento di una dimensione relazionale appagante, elemento indispensabile per la crescita formativa ed educativa degli studenti. Così come recentemente ricordato dal nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi il mondo della scuola, a causa delle restrizioni protettive messe in atto per far fronte al rischio di contagio da Covid-19, fatica particolarmente a mantenere integra la sua peculiarità di luogo dell’arricchimento della vita socio-relazionale in seno alla dimensione formativa.
Impossibile garantire la relazione e la socializzazione, lo scambio di idee ed emozioni, la condivisioni di rituali tipici di una giornata scolastica
Tale insoddisfazione viene confermata anche dai dati dell’indagine ancora in corso e realizzata dall’Osservatorio permanente “Generazione Proteo” sui giovani della Link Campus University, secondo cui solo il 36% delle migliaia di studenti intervistati valuterebbe positivamente l’esperienza finora vissuta nell’ambito della didattica a distanza: il loro parziale apprezzamento evidenzia l’impossibilità della didattica on-line di potere garantire dimensioni quali la relazione e la socializzazione, lo scambio di idee ed emozioni, la condivisioni di rituali tipici di una giornata scolastica, quali il suono della campanella che scandisce gli intervalli temporali, il momento della ricreazione, l’uscita dai cancelli etc., che sanciscono veri e propri momenti di condivisione e che fondano la didattica classica all’interno degli istituti scolastici, arricchendo i vissuti e contribuendo alla crescita dei giovani ed al loro senso di appartenenza comunitaria.
Pertanto il ricorso all’e-learning non ha potuto mediare sullo scollamento emotivo che è derivato dall’impoverimento dei rapporti sociali dei bambini e degli adolescenti in età scolastica, causando una sospensione temporale dai tratti particolarmente scoraggianti, caratterizzata da una sintomatologia particolarmente complessa, contraddistinta da ansia, vissuti depressivi e perdita dei punti di riferimento abituali; in tal senso si configura fondamentale ripristinare quanto più possibile un’adeguata stimolazione senso-affettiva nei ragazzi, nonché la richiesta di aiuto per quei soggetti particolarmente fragili e vulnerabili, al fine di non cronicizzare tali forme di disagio interiore.
fondamentale ripristinare quanto più possibile un’adeguata stimolazione senso-affettiva nei ragazzi
Un altro limite della didattica a distanza è rappresentato dall’assenza di sufficienti mezzi e supporti tecnologici, che contribuiscano al mantenimento e al rafforzamento della partecipazione democratica alla vita didattica on-line: tale divario tecnologico, indicatore del disagio socio-economico di molte famiglie costrette alla precarietà economica e alla povertà socio-educativa, mette ancora di più l’accento sull’assenza di pari opportunità nell’approvvigionamento di strumenti per la crescita culturale e personale, aggravando ulteriormente le difficoltà nel garantire l’inclusione all’interno dei contesti sociali, soprattutto per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES), con disturbi educativi dell’apprendimento (DSA) o affetti da disabilità fisiche e cognitive.
Nell’ambito della mia esperienza professionale all’interno dell’istituzione scolastica, ricoprendo da diversi anni il ruolo di assistente all’autonomia presso il Liceo Classico e Scientifico Emanuele Basile di Monreale, oggi ho la possibilità di contribuire al tentativo di superare alcuni dei limiti sopra citati, confrontandomi quotidianamente con la dimensione esperienziale tipica di questo periodo, caratterizzata da smarrimento, mancanza di punti di riferimento e timore per il prossimo futuro educativo degli alunni. L’accordo intrapreso tra Provincia, Cooperative sociali e direzioni didattiche degli Istituti di Istruzione secondari di secondo grado, ha fortunatamente dato avvio a questo importante servizio a distanza, che contribuisce affinché anche gli alunni diversabili frequentanti gli istituti di scuola superiore possano dare continuità alla loro esperienza formativa.
In stretta collaborazione e sinergia con gli insegnanti di sostegno e tutto il corpo docenti, soprattutto in questa fase di alta problematicità emergenziale, l’assistente all’autonomia funge da ponte socio-relazionale tra il mondo dell’istruzione ed il contesto socio-culturale di appartenenza dell’alunno diversamente abile.
Attraverso l’utilizzo del canale interattivo mediatico, diversi sono gli obiettivi perseguibili in tal senso: la gestione dei vissuti dello studente inerenti l’osservanza dell’isolamento e delle misure protettive volte a prevenire i rischi di contagio, la visione condivisa di materiale formativo e tutorial dimostrativi miranti all’acquisizione dell’autonomia, il confronto continuo con le figure genitoriali nell’ottica del coinvolgimento e della partecipazione, sono soltanto alcune delle finalità perseguibili al fine di offrire allo studente disabile una continuità ed una regolarità quotidiana all’insegna di quell’inclusività, tale da garantire l’evitamento del rischio di dispersione scolastica.
offrire allo studente disabile una continuità ed una regolarità quotidiana
La sfida è senz’altro quella di riuscire nell’intento di infondere negli alunni speciali la ripresa di una progettualità, fornendo loro stimoli motivazionali, nell’intento di dare continuità ai progressi evolutivi raggiunti immediatamente prima dell’avanzare inesorabile della pandemia. Strumenti da me proposti quali mappe quotidiane con obiettivi da perseguire attraverso appuntamenti concordati, schede motorie finalizzate a ristabilire un minimo di mobilità fisica tra le mura domestiche attraverso semplici esercizi di stretching, nonché tutorial atti a trasmettere pattern comportamentali utili a sintonizzarsi verso stili di adattamento il più possibili miranti al raggiungimento di un certo grado di autonomia, si frappongono nella ripetitività delle giornate dei ragazzi che paiono assumere spessore e significato condiviso attraverso videochiamate e connessioni programmate tramite canali interattivi quali Skype e Whatsapp.
La situazione rende necessario poi sensibilizzare e stimolare gli alunni, in special modo se seguono un programma differenziato dal resto della classe, affinché possano mantenere vivi i contatti con i compagni; contribuire affinché l’alunno disabile mantenga stabile il senso di appartenenza al gruppo dei suoi pari, risponde all’obiettivo di far fronte all’isolamento sociale restrittivo, ma soprattutto contribuisce a garantire all’alunno il diritto all’inclusione sociale e scolastica.
In conclusione posso affermare che l’attuale esperienza di assistenza all’autonomia a distanza, oltre a rappresentare per me un arricchimento sul piano professionale ed umano, mi ha permesso di riflettere sulle difficoltà sottese nel garantire agli studenti il raggiungimento degli obiettivi formativi preposti attraverso la didattica on-line. Sebbene il canale mediatico virtuale abbia permesso la trasmissione di informazioni, consentendo il rafforzamento dell’alleanza educativa, nell’intento di concludere adeguatamente il percorso scolastico, tuttavia i forti limiti riscontrati nel mantenere viva la relazione sociale ed educativa nel rapporto dell’alunno con i pari e con gli insegnanti, mi porta a riflettere sul carattere della necessaria temporaneità della didattica a distanza e sull’impossibilità di sostituirsi all’intersoggettività che caratterizza i rapporti educativi e sociali in genere. Riconoscere l’entità dell’effettivo supporto informatico, con le sue potenzialità in termini di accelerazione delle funzioni operative e dei processi di raggiungibilità dell’altro, ci impone comunque di considerare il carattere necessariamente transitorio ed emergenziale della didattica a distanza, la quale non potrà mai assumere una valenza sostituiva della relazione educativa che si instaurava all’interno del contesto scolastico precedentemente all’avvento dell’emergenza epidemica, caratterizzata da una effettiva ed autentica umana intersoggettività e presenza.
Infine soltanto la condivisione emotiva tra gli attori partecipanti può far fronte allo sgomento di uno scenario dai tratti piuttosto incerti e imprevedibili, perché è proprio attraverso il confronto relazionale che si possono estendere ponti solidi di attraversamento delle paludose ed inattese difficoltà.
Dott. Giovanni Ferraro – Psicologo Psicoterapeuta, Dottore di ricerca in psicologia