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“Io mi porto come un macigno tutti i problemi del quartiere”. Presentato in un’affollata aula consiliare il libro sulle memorie di Sarina Ingrassia

Monreale, 26 gennaio 2019 – Un’aula consiliare stracolma di persone di tutte le età si è riunita oggi pomeriggio in occasione della presentazione del libro “Diario di vita”, una raccolta delle memorie lasciate ai posteri da Sarina Ingrassia. A distanza di 4 anni dalla sua scomparsa, il libro è stato portato alle stampe per volontà degli amici dell’associazione, di tutta la penisola.

Già nei primi anni del 2000 Sarina l’aveva pensato e scritto al computer, diviso in capitoli, e consegnato ad un’amica dell’associazione “Il Quartiere”. 

“Diario senza data” era già il titolo. Racconti di vita che vengono dal Quartiere, che ci insegnano quello che questa grande donna ha sperimentato nel corso della sua vita, una analisi sociale, a volte cruda, spesso profetica. 

L’incontro, condotto dal giornalista Alex Corlazzoli, ha visto la partecipazione del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in qualità di suo vecchio amico: “Oggi è un momento di memoria, non di ricordo. La memoria, a differenza del ricordo, ti inquieta, ti interpella, ti chiede cosa fai oggi e cosa farai domani. Sarina ha reso vita quotidiana una visione. Ha dimostrato che è possibile non essere attratti dall’individualismo che produce egoismo, dall’appartenenza che produce violenza. Ha scoperto che c’è un solo modo di vivere, non appartenere a nessuno e appartenere a tutti. È stata una testimonianza di comunità. Ha aggiunto vita agli anni e non anni alla vita”.

“Il lavoro dell’associazione fondata da Sarina nel 1980 continua con i volontari, i giovani che vi gravitano intorno – ha raccontato Gina Campanella, presidente dell’associazione “Il Quartiere”. Sarina, in un foglio che ho ritrovato, trascriveva la sua eredità: «Si continui nei limiti del possibile un servizio ai minori e alle loro famiglie, soprattutto in questo quartiere. Si svolgano incontri formativi, culturali, si coltivino scambi, con giovani e gruppi nazionali e internazionali. Si rivolga un’attenzione agli ultimi».

“Sarina era costantemente presente nel quartiere, degradato 40 anni fa e degradato tutt’oggi, forse peggio di allora. Una periferia contraddistinta da un livello socio culturale immutato in quarant’anni.

Abbiamo lavorato sul suo solco, cercato di organizzare incontri tra giovani, e continuiamo giornalmente il doposcuola con gli studenti”.

Nel corso dell’incontro si sono susseguiti una serie di interventi di tanti giovani che hanno testimoniato l’insegnamento ricevuto.

“Un libro più attuale che mai e che ha gli strumenti per permetterci di continuare la sua opera – ha spiegato Tommaso Gullo, presidente provinciale dell’ARCI, che ha vissuto per tanti anni l’esperienza del Quartiere -. Il libro è una lezione di vita. Sarina ha accolto tossici, ragazze madri, senza casa, cittadini che cittadini non lo erano fino in fondo. Chi varcava la soglia di casa sua diventava un privilegiato, lei sapeva prenderne il meglio. Ci insegna che noi possiamo avere un ruolo, che non è quello di emettere sentenze, ma di migliorarci e di accogliere”.

Durante l’evento sono stati proiettati dei video elaborati dagli studenti dell’istituto Guglielmo II che hanno raccontato con le immagini le esperienze, le persone, gli incontri che hanno attraversato la vita di Sarina. Altre giovani hanno letto alcuni passi del libro.

L’attore Ninni Motisi ha recitato una poesia ispirata alla figura di Sarina. Il professore Claudio Burgio ha letto un brano del libro “Sofia” di Mariella Sapienza dove ne viene tracciata la figura.

“Io mi porto come un macigno tutti i problemi del quartiere” scriveva Sarina. Una immagine che l’artista Andrea Buglisi ha saputo rappresentare nella copertina del libro: un colibrì che trasporta in volo un masso.

Il libro, edito dall’Istituto Poligrafico Europeo, porta la prefazione del missionario Alex Zanotelli.

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