Monreale, 12 luglio 2018 – Spazzatura, spazzatura e ancora spazzatura. A cumuli. Uscendo di casa, questa mattina tanti monrealesi si sono trovati davanti a questo triste scenario. In periferia, laddove da ieri è stato istituito il servizio di raccolta differenziata, tramite il porta a porta o attraverso il conferimento presso punti di raccolta, i cassonetti dei rifiuti hanno lasciato il posto a cumuli di immondizia. Una fotografia della città che ci porta dinanzi lo spettro della situazione emergenziale vissuta nel 2012, quando anche le principali vie della città erano invase dai rifiuti.
Ma quella di oggi era una situazione facilmente prevedibile, dato che i cittadini, investiti dall’oggi al domani da un’ordinanza che ne rivoluzionava il modo di conferire i rifiuti, si sono ritrovati in uno stato confusionale.
Basta scorrere i commenti dei nostri lettori, o surfare tra i social, per avere la dimensione della rabbia dei tanti cittadini, anche di quelli che, pur sensibili alle problematiche ambientali, si sono trovati impreparati a gestire in modo efficiente i propri rifiuti domestici.
Così come totalmente impreparata si è dimostrata l’amministrazione comunale chiamata ad ottemperare in tempi brevi al diktat del presidente della regione siciliana, Nello Musumeci, che ha imposto in tutta l’isola l’eliminazione dei cassonetti dalle strade e il passaggio immediato alla raccolta differenziata.
E allora bisogna chiederci perché, dopo avere avviato la raccolta differenziata nel centro città da più di un anno, l’amministrazione non abbia provveduto successivamente ad estenderla in tutto il territorio comunale, in modo graduale, facendola precedere da una campagna di informazione capillare, attraverso la diffusione di volantini, tramite depliant pubblicitari su cartelloni o sui quotidiani locali, ma anche chiedendo il coinvolgimento e la collaborazione delle scuole, delle parrocchie, dei sindacati. Ne avrebbe avuto tutto il tempo. Ed invece in questi giorni ha autocertificato una totale incapacità nel gestire una problematica, certamente complessa soprattutto in un territorio così vasto e variegato come quello monrealese, che adesso rischia di creare un’emergenza igienico sanitaria.
L’ordinanza del presidente della regione, alla quale i comuni devono attenersi, fissa adempimenti e obiettivi che i Comuni devono assumere nel brevissimo periodo per l’incremento delle percentuali di raccolta differenziata, tramite il porta a porta, dismettendo i cassonetti stradali e attivando centri comunali di raccolta.
I sindaci sono tenuti anche ad inasprire i controlli sull’attività di raccolta differenziata tramite l’impiego dei vigili urbani, il cui corpo a Monreale però è in perenne sofferenza, ma anche attraverso eventuali “ispettori ambientali volontari idoneamente formati”. Previste sanzioni amministrative da 300 euro fino a un massimo di 3.000 euro. E i sindaci dovranno inviare in assessorato periodicamente un report sui controlli fatti e sulle sanzioni applicate.

Intanto dall’assessorato comunale all’igiene urbana è stata lanciata la sfida ai cosiddetti furbetti dei rifiuti, chiedendo un aiuto ai cittadini che potranno volontariamente fotografare i trasgressori segnalandoli con un whatsapp. Basterà?
Dopo quello che l’amministrazione fa pagare ai cittadini….dovrebbero ritirare porta a porta tutto come si faceva una volta oppure premiare i cittadini che rispettano le regole pagando anche per wuelli che non lo fanno…..Vergogna !