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I colori del riscatto. Due artiste texane realizzano dei murales a Corleone

Corleone, 9 luglio 2018 – Grazie ad un’idea di Massimiliana Fontana, addetta alla segreteria organizzativa del C.I.D.M.A e alla collaborazione di Dave Diiave Atkinson, psicanalista texano, è nato “The C.I.D.M.A Project”. A Corleone sono arrivate Andrea Davis, Elena Wolfe e tre nuovi murales.

Dopo “Dallas in Prizzi”, “The C.I.D.M.A project” ha portato altre due artiste texane proprio a Corleone, al Centro di Documentazione sulla Mafia e del movimento Antimafia per una fresca “spruzzatina di colore”, di quelle che non guastano mai e che da tempo a Corleone, tramite numerose manifestazioni e iniziative, cercano di dipingere sull’oscurità del passato un affresco multicolour. Dave Diiave Atkinson, psicanalista texano e ideatore del progetto “Dallas in Prizzi”, è venuto per la prima volta al CIDMA – Corleone ben tre anni fa. L’anno scorso, prima di raggiungere il comune prizzese, è tornato con FranK Campagna, Olivia Cole e Maria Haag coinvolti nel progetto per condividere con loro tale esperienza. Quest’anno, grazie ad un’idea di Massimiliana Fontana, addetta alla segreteria organizzativa del centro e alla collaborazione di Dave, è nato “The C.I.D.M.A project”: il 19 giugno 2018 sono arrivate a Corleone Andrea Davis (psicologico al Dallas Art Therapy) ed Elena Wolfe (figlia del professore dell’Università di Dallas Christopher Wolfe), che sono rimaste ospiti nella nostra città fino al 6 luglio.

Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla donazione fatta dal Comune di Bellusco, dove i ragazzi dello STAFF C.I.D.M.A sono stati invitati dal 24 al 27 maggio di quest’anno per il venticinquesimo anniversario dall’intitolazione della scuola secondaria di primo grado a Falcone e Borsellino, gentilmente ospitati da alcune famiglie della città.

Andrea ed Elena non nascondono di aver avuto qualche perplessità prima di arrivare a Corleone, temendo che qualcuno non avrebbe apprezzato i loro murales; tuttavia oggi al termine della loro esperienza Andrea Davis afferma serenamente: “Io ed Elena pensiamo che sia stato davvero interessante venire a Corleone”. La famiglia di Andrea ha origini corleonesi, ma anni fa si è trasferita in America per sfuggire alla sopraffazione mafiosa. “Non avevo mai capito cosa si provasse andando alla ricerca delle proprie origini…ma ora lo so. Inoltre i corleonesi, e in particolare i ragazzi del C.I.D.M.A, sono stati veramente carini. Ho conosciuto le loro famiglie presso le quali siamo stati ospitati a pranzo o a cena e con loro ho instaurato bei rapporti di amicizia”. 

Andrea ha realizzato il murales all’ingresso dell’ex orfanotrofio. “Ciuri chi nasci, ciuri chi crisci, ciuri chi mori. Chianci la terra, chianci lu cori”, la scritta che aleggia sbiadita e quasi dimenticata tra le rocce di Rocca Busambra, in uno sfondo osservato dal piccolo pastorello Giuseppe Letizia di spalle, scuro, seduto tra le sue pecore e l’erba dei prati che per tutta la vita ha considerato casa. L’intera scena è dominata dal cielo blu, profondo e sereno di una città che serena non è, e la sua intensità, sfumandosi, a poco a poco si dissolve in lacrime sul volto dell’artista, la quale ogni giorno a Dallas lavora con i bambini e si commuove pensando a cosa abbiano provato i genitori di quel ragazzino, uno dei tanti uccisi dalla Mafia per aver “visto troppo”. 

Elena invece ha dato sfogo alla sua passione per i ritratti dipingendo i volti di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Placido Rizzotto e Bernardino Verro nella parete adiacente alle scale che conducono alla “sala dei faldoni”. Inoltre, nell’ufficio dello STAFF, le sue aggraziate mani hanno ritratto i lineamenti di Padre Pino Puglisi, col volto sereno e il suo solito sorriso testardo. “Ci manca sulu a parola” direbbe qualcuno a Corleone. E in effetti, quando al C.I.D.M.A. tutto è silenzioso, tendendo bene le orecchie si sentono quasi pronunciare le parole che Elena, per i più sordi, ha riportato accanto: “Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti”.

Dallas è arrivata a Corleone, insieme alle centinaia di turisti che ogni giorno, da ogni parte del mondo, arrivano qui, si fermano, osservano, si innamorano della città e lasciano la propria “spruzzatina di colore” nel grande Murales del Riscatto. Il riscatto di una città maledetta che sarà per sempre in debito con chi, come la famiglia di Andrea, ha dovuto abbandonare la propria patria per paura. 

Noi oggi abbiamo saldato il nostro conto in sospeso con Andrea. Grazie a “The C.I.D.M.A. project” lei ed Elena avranno per sempre due famiglie e due case”.

 

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