Monreale, 3 aprile – La recente vicenda della nomina/sorteggio degli scrutatori, al di là dei fatti concreti, su cui abbiamo già scritto, merita anche una riflessione generale sullo scenario politico nel nostro paese, sugli obiettivi che si pone, sui valori cui si ispira e sulle problematiche, cui tenta di dare delle riposte.
Non ci interessa affrontare o esprimere dei giudizi sul conflitto interno al partito democratico, sappiamo, pur senza volere fare sconti a nessuno, che gestire la complessità di un partito, così ampio da avere perso peculiarità e tratti distintivi, è compito arduo. Resta il fatto che, comunque, qualcosa, da parte dei dirigenti locali, andrebbe detto o fatto, per rasserenare gli animi e tentare di ritrovare o ristabilire un’unità di intenti. Ma questo non è un nostro problema.
Quello che ci preme, è ribadire l’assoluta necessità di una politica, che pensi, pianifichi, ponga in atto delle strategie, prima che i fatti accadano, e di politici che arrivino preparati agli eventi cittadini, piuttosto che limitarsi “il giorno dopo” ad infierire, giudicare o giustificarsi, a seconda dei casi.
Il sorteggio degli scrutatori è una scelta di democrazia e di giustizia. La nomina, pur consentita dalla legge, apre scenari clientelari e di basso prestigio per chiunque. Persino la soluzione, paventata da alcuni, di nominare come scrutatori dei cittadini “bisognosi”, appare contraria ad un’etica, che impone rispetto per il bisogno, quello vero, quello dignitoso e sofferto, che per altro merita dalla politica attenzioni e soluzioni diverse. L’elenco dei poveri, di mussoliniana memoria, è ormai superato.
Resta il rammarico per le tante, troppe occasioni mancate per la nostra città e la speranza che quel che accade abbia un senso, indichi la strada, faccia luce sul legame necessario tra etica e politica.