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Palermo Pride 2022, Luigi Carollo: “Bisogna continuare a lottare, i diritti non sono mai acquisiti per sempre”

Carollo: "Bisogna educare la propria famiglia, le mamme e i papà a non avere paura, a capire che si può vivere una vita piena, felice e serena anche se si è omosessuali"

Né la terra né i corpi sono luoghi di conquista… questo il tema del Palermo Pride di quest’anno che si svolgerà nel capoluogo siciliano venerdì 8 e sabato 9 Luglio. Due giorni di incontri, spettacoli, concerti, confronti, dove fare comunità e vivere pienamente l’atmosfera del Pride. Abbiamo incontrato l’attuale coordinatore del Palermo Pride, Luigi Carollo che tra i mille suoi impegni dovuti all’imminente evento ci ha concesso una interessantissima intervista:

D. Luigi, il Pride quest’anno torna prepotente durante la stagione estiva dopo gli stop forzati dovuti alla pandemia. Qual è il messaggio che si vuole veicolare?

R. Si, quest’anno finalmente torniamo durante la bella stagione “nell’onda pride” che celebra la giornata mondiale dell’orgoglio Lgbt il 28 giugno. Ci si incontrerà al Foro Italico alle 16.00 per poi partire intorno le 17.00/17.30 per la sfilata che terminerà in serata a Villa Filippina.

Il messaggio del pride è sempre lo stesso da 50 anni ed è la celebrazione dell’orgoglio e della libertà delle persone lgbt e oltre: da alcuni anni a questa parte partecipano attivamente alla manifestazione anche gli “alleati” e le “alleate” delle persone lgbt che affollano i nostri cortei per rivendicare non soltanto i nostri diritti ma quelli di tutti e di tutte, ovvero la libertà di gestire la propria vita ognuno a modo proprio.

Quest’anno però c’è un messaggio in più rispetto al solito, portato avanti dall’assemblea Stati Genderali Lgbtqia+ & Disability che si svolgerà il giorno prima rispetto al corteo, venerdì 8 luglio alle 16.00 alla Sala De Seta dei Cantieri Culturali della Zisa. Il tema su cui si lavorerà riguarda l’elaborazione di una piattaforma di comunicazione che addirittura superi l’ormai tristemente (ahimè) famoso ddl Zan andando oltre: non soltanto quindi la rivendicazione del diritto a non essere discriminati ma di tanti altri diritti, e parlo dei diritti sul lavoro, dei diritti delle donne, di quelli relativi alla salute, all’ambiente, all’utilizzo dei beni comuni… una piattaforma molto complessa che si snoderà lungo il tema di quest’anno: “né le terre né i corpi sono luogo di conquista”. Per mostrare come esista un filo conduttore forte tra le battaglie per i diritti civili e gli scenari geopolitici attuali.  Perché si tratta sempre di libertà rubata, di corpi che decidono per altri corpi.

D. Cosa è cambiato nel corso del tempo rispetto alla comunità Ldbt e ai suoi diritti e cosa invece ancora stenta a cambiare?

I film, le fiction sempre più mettono in scena le persone gay, lesbiche, trans, bisessuali, non binarie

R. È cambiato moltissimo come dimostra tra l’altro la grandissima partecipazione al pride. Tantissimi ragazzi e ragazze eterosessuali partecipano alla manifestazione perché ne hanno fatto una loro battaglia di libertà. Il mondo che ci circonda è cambiato. Basta vedere la narrazione televisiva, i film, le fiction che sempre più mettono in scena le persone gay, lesbiche, trans, bisessuali, non binarie ma anche i contenuti televisivi rivolti ai bambini riportano un’attenzione maggiore al tema perché la nostra è una realtà che sempre più è sotto l’attenzione di tutto e tutti: molti bambini hanno compagni di scuola o amichetti figli di famiglie arcobaleno ed è giusto che fin da piccini imparino che non c’è nulla di strano e che non sono diversi da tutti gli altri. E poi ci sono le vittorie che sono state conquistate nel tempo e parlo ad esempio delle unioni civili e, in alcuni paesi del mondo, anche del matrimonio. Ma i diritti non sono mai per sempre… e qui rispondo all’altra tua domanda, cosa invece non è cambiato… Ebbene, purtroppo non è cambiato il fatto che noi veniamo ancora visti come una minaccia rispetto all’ordine delle cose descritto dal patriarcato e voluto dal maschilismo. I diritti, come dicevo poc’anzi, non sono mai per sempre, e chi ci dice che in Italia non possa accadere qualcosa di simile a quanto accaduto negli Stati Uniti dove la legge a tutela dei diritti di scelta delle donne riguardo l’aborto è stata cancellata con una sentenza della Corte Suprema che ha portato il paese indietro di 50 anni?? Bisogna stare molto attenti e non dar nulla per scontato ma continuare a lottare perché finché ognuno di noi avrà dentro di sé la cultura del maschilismo, di “eteronormalità” e il modo di pensare patriarcale, fino ad allora i nostri diritti saranno sempre soggetti a minaccia come anche quelli delle donne, dei migranti, dei più deboli.

I diritti non sono mai per sempre

D. A proposito di diritti, cosa ha significato per la comunità LGBT la bocciatura del DLL Zan?

R. È stata un’umiliazione grandissima innanzitutto nella forma: il ddl non è stato nemmeno dibattuto ma si è fermato su una questione procedurale che ne ha impedito la discussione. Così come quell’applauso ormai tristemente famoso e veramente umiliante avvenuto nel cuore del Senato della Repubblica alla bocciatura del ddl. Come è possibile che la più alta istituzione del nostro paese possa applaudire in maniera caciarona e volgare la bocciatura di un decreto che avrebbe semplicemente riconosciuto dei diritti senza limitare le libertà di nessuno? E poi ancora è stato davvero vergognoso il dibattito durato mesi e mesi precedenti alla bocciatura: si sono dette enormi scorrettezze, delle frasi anche molto violente sulle persone gay e lesbiche ma soprattutto sui corpi delle persone transessuali senza che noi potessimo partecipare al dibattito o ne venissimo coinvolti. Il discorso sulle nostre identità proveniva sempre da corpi che non erano i nostri e tutto ciò è stato da noi vissuto come una violenza sempre crescente.

D. Cosa consiglieresti ad un ragazzo che si trova ad affrontare la sua adolescenza o si approssima all’età adulta trovando insormontabili barriere nella famiglia e nella società che gli impediscono di palesarsi con la sua propria identità?

R. Che non è solo. Esistono tante persone come lui, esiste il pride, esistono tante associazioni, tanti spazi, che sono tutte delle safe zone. E poi di ricordare che è molto più fortunato di chi è venuto prima di lui. Oggi i ragazzi hanno degli strumenti e delle possibilità per non sentirsi soli che prima non si avevano. Basti pensare ai social e alla facilità con la quale si interagisce con persone che vivono la stessa esperienza, anche se a distanza di migliaia di chilometri. Pensate che io ho saputo dopo moltissimi anni che a scuola, su 25 alunni, 9 eravamo omosessuali. E all’epoca nessuno sapeva dell’altro.

Bisogna educare la propria famiglia, le mamme e i papà a non avere paura, a capire che si può vivere una vita piena, felice e serena anche se si è omosessuali

Per quanto riguarda la famiglia invece penso che i genitori spesso sono soltanto spaventati. La non accettazione la maggior parte delle volte non nasce dall’odio ma dalla paura e dunque succede che bisogna educare la propria famiglia, le mamme e i papà a non avere paura, a capire che si può vivere una vita piena, felice e serena anche se si è omosessuali. E qualora questo non accadesse esistono le associazioni e i centri antidiscriminazione: ne è stato appena aperto uno ai Cantieri Culturali Della Zisa, si chiama “Protego” ed è ospitato da Tavola Tonda.

D. Ci saranno degli ospiti importanti al pride quest’anno…

R. Abbiamo tanti artisti che verranno nei giorni dell’8 e del 9 al pride: alcuni sono amici legati alla nostra comunità come Immanuel Casto e Vergo, altri sono bravissimi artisti come Romina Falconi, le Karma B e poi Filippone e Internazionale Trash Ribelle, Picciotto e Lo Stato dell’Arte, Simona Norato, Giuse The Lizia, PopShock e infine “madrino” della parata 2022 Giuseppe Fiorello, straordinario attore che ha esordito da poco alla regia. Sta completando difatti il montaggio del suo primo film da regista: “Stranizza d’Amuri”, una storia d’amore di Giorgio e Tony, due ragazzi gay della Sicilia di 40 anni fa, un fatto di cronaca e passato alla storia come il Delitto di Giarre, un duplice omicidio di chiara matrice omofoba. Ed è bellissimo che un protagonista della tv generalista che entra con successo nelle case degli italiani abbia deciso di esordire proprio con una storia del genere. Ho stabilito personalmente con Beppe un legame forte, è una persona di una grande sensibilità oltre che di intelligenza e umanità”.

D. Quante persone sono attese al pride 2022?

R. (ride) Si attendono grandi numeri, grandissimi, cifre che ricordano addirittura i numeri del pride nazionale del 2013. I social sono in fermento, adesso poi siamo anche nella bella stagione! Per approssimare una stima, ci attendiamo più di 50.000 persone ma è possibile che andremo ancora più su. I pride nelle altre città stanno andando molto bene e soprattutto c’è la voglia di scendere in piazza e manifestare per questi importanti temi che dalla bocciatura del Ddl Zan sono sempre più discussi.

1 Commento
  1. Lorenzo Canale scrive

    Bellissima intervista fatta dalla giornalista Adelfio a Luigi Carollo.
    Un’intervista che andrebbe letta attentamente da tutti/e ma soprattutto da quei genitori che tutti i giorni fanno vivere l’inferno in terra ai propri figli perché questi hanno scelto di essere sinceri e veri contro gli scheletri della finzione, della bugia, del conformismo e dell’ipocrisia.
    Sono tanti i figli, le figlie, i nipoti, gli alunni, che tutti i giorni si trovano a vivere in un mondo di adulti che li vorrebbe ridurre a marionette preconfezionate.
    Per fortuna ormai sempre più adulti e sempre più giovani scelgono la sincerità, l’amore, la libertà, contro chi usando in maniera odiosa concetti come morale, etica, Dio, santi vari, cerca di diffondere solamente la cultura della finzione, della violenza e della morte della persona nella sua essenza di essere completo.

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