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Alberto Arcidiacono ufficializza: “Sarò ricandidato sindaco per la prossima legislatura”

Rimpasti di giunta e veti incrociati, e la necessità di Arcidiacono di allargare la base per vincere al primo turno

Alberto Arcidiacono ha ufficializzato ieri pomeriggio, nel corso di una riunione di maggioranza, la sua intenzione a ricandidarsi a sindaco nel 2023, al termine della legislatura. Nessuna velleità ad incassare il grande credito che gode in città per appagare altre ambizioni politiche. La sua volontà è di perseguire a servire Monreale per un altro quinquennio, così da continuare il lavoro avviato nel 2019 e non ancora concluso.

Ha sottoposto la sua intenzione alle forze di maggioranza, dalle quali è venuto fuori un unanime sostegno. Tutti i presenti si sono congratulati per il lavoro portato avanti a beneficio della città, e hanno confermato la piena intenzione di continuare a lavorare insieme a lui in questa direzione.

Alberto Arcidiacono gode dell’apprezzamento degli alleati, ma soprattutto questo sindaco sta registrando un altissimo gradimento da parte della cittadinanza. Se si dovesse votare oggi per le amministrative con lui in campo, l’esito sarebbe pressoché scontato. 

Nell’incontro di ieri c’è stato poco spazio per parlare di rimpasti di giunta quantunque, una volta girata la boa, l’uscita di scena di alcuni assessori e l’ingresso di altri è un fatto previsto, quasi “fisiologico”. L’amministrazione Arcidiacono sta lavorando ormai da tanti mesi senza che sia stato registrato alcuno scossone al suo interno. Ma in una maggioranza così ampia ci sono accordi presi e promesse da mantenere, sebbene il percorso per giungere ad un cambio di poltrone non sarà lineare stante una serie di veti incrociati. Come quello posto da Silvio Russo, segretario PD, che ha chiarito come si porrà di traverso dinanzi alla nomina in giunta di soggetti che hanno sostenuto nel 2019 la candidatura a sindaco di avversari di Arcidiacono. Il riferimento è ad Antonella Giuliano, ex Forza Italia entrata nelle file de “La Nostra Terra”, che dovrebbe subentrare a Totò Grippi, e a Giuseppe Di Verde, probabile sostituto della Naimi, con la quale milita nel gruppo “Alleanza Civica” dopo essere uscito da “Popolari per Monreale”. Di Verde, interpellato da noi, ha spiegato che non ha alcuna velleità a ricoprire il ruolo di assessore, e che ripone fiducia massima nella Naimi. Prenderebbe in considerazione un suo ingresso in giunta solamente nel caso di una insistente richiesta da parte del sindaco.

Sono però diversi i gruppi che non nascondono che, in caso di rimpasto, non vogliano stare a guardare. Come “La Nostra Terra”, guidata da Giulio Mannino, che non cela la sua ambizione ad avere un terzo assessorato, dato che il suo gruppo è di gran lunga, alla luce dei suoi 6 consiglieri, quello più rappresentato nella maggioranza. Ed è proprio secondo questa logica che all’interno del palazzo c’è chi preme per fare saltare l’assessorato a Monreale Bene Comune, movimento politico che ha sostenuto la corsa di Arcidiacono a sindaco, ma che non è riuscito ad esprimere nessun consigliere. L’assessorato assegnato nel 2019 e mantenuto finora da Rosanna Giannetto, secondo i bene informati, potrebbe essere in bilico. La Giannetto potrebbe fare la stessa fine di Nicola Taibi che, divenuto assessore nel 2019 per il suo sostegno dato al sindaco con la lista “Autonomia e Libertà”, non avendo alcun supporto da consiglieri in aula dopo un anno e mezzo dovette lasciare il posto in giunta a Paola Naimi.

Ed è per questo che la notizia secondo cui la Giannetto potrebbe fare un passo indietro a beneficio di un altro esponete di MBC, indipendentemente dal fatto che sia Tonino Russo o un altro esponente del movimento, secondo gli addetti ai lavori sarebbe priva di fondamento. Anche perché la poltrona della Giannetto finora sarebbe stata garantita, più che dalla sua appartenenza a MBC, da un rapporto di fiducia personale con Arcidiacono. Finora. 

L’obiettivo del sindaco è di vincere le prossime elezioni al primo turno, e per farlo serve una maggioranza la più ampia possibile. Ed allora la poltrona della Giannetto potrebbe essere utilizzata per ottenere l’appoggio di chi, più di MBC, ha dimostrato di avere la capacità di portare voti ai seggi. L’asse Giurintano-Ferreri-Micalizzi potrebbe essere un esempio. Ma in attesa di un riconoscimento potrebbero esservi altri soggetti di peso … elettorale.

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